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SANITA', PROSEGUE IL DIBATTITO Ampia discussione dopo l'annuncio di una risoluzione della maggioranza dove sono confluite cinque mozioni presentate da diversi consiglieri

Prosegue il dibattito sugli atti di indirizzo presentati in tema di sanità, e in particolare sulla risoluzione della maggioranza dove sono confluite cinque mozioni. Nell'anticipare di non voler partecipare al voto della risoluzione, Marzia Malaigia (Lega) ha parlato di "un atto che accorpa 5 mozioni delle maggioranza ma che di fatto non sposta nulla". Per Elena Leonardi "é avvilente come si stia trattando un tema così importante come il diritto alla salute". Per il capogruppo M5s la risoluzione non è altro che "un messaggio subliminale rivolto a una parte del vostro partito. Risolvete le cagnare interne - suggerisce Maggi al Pd - e poi parliamone seriamente e pacatamente". Il Cinquestelle Giorgini chiede a Giunta e Presidente "di valutare bene cosa si sta facendo". Nel suo lungo intervento il consigliere ha anche evidenziato che "la forza della regione Marche non è solo la costa, ma anche l'entroterra".
Intervenendo nel dibattito, il presidente della IV commissione, Fabrizio Volpini, fa presente come sia "prassi ormai diffusa" i ritardi nell'approvazione dei piani socio sanitari regionali. "Per redarre il precedente ci sono voluti 15 anni, quello che stiamo completando oggi è atteso da cinque". E ancora: "Si tratta di un documento sostanzioso che è giusto condividere nel modo più ampio possibile. Contiamo, nonostante il cronico ritardo, di averlo pronto entro l'estate". Per Gianluca Busilacchi (Art.1-Mdp) "la programmazione sanitaria non si fa per pezzi, ma va fatta in un contenitore, che è il piano socio-sanitario. Si tratta del principe degli atti di programmazione, che va incidere concretamente sulla pelle dei cittadini". Secondo il vicepresidente dell'Assemblea, Renato Claudio Minardi "avere un ospedale vicino è vero che dà sicurezza, ma se puntiamo a una sanità di qualità dobbiamo guardare il sistema nel suo complesso".
Francesco Micucci (Pd): "In un momento in cui il piano sanitario era ancora in dubbio - e c'erano diversi atti di giunta - spiega - i consiglieri di maggioranza hanno presentato alcune mozioni per ragionare a 360 gradi. Nel momento in cui si dà maggiore concretezza al Pssr i punti di riflessione posti dai singoli consiglieri vanno ragionati in una discussione più complessiva proprio all'interno del nuovo piano".
Romina Pergolesi (M5S): "Riprendiamoci il nostro ruolo di coordinatori. Cominciamo a parlare di servizi e non di strutture. E' ora di fare una verifica puntuale sulle performance e di rivedere alcuni ruoli e figure". Nel proseguimento della discussione intervento anche del consigliere Pd, Francesco Giacinti. "Questa risoluzione non è il risultato di una lite - dice - ma si è colta l'occasione per ricondurre diverse questioni in un unico atto".
"Questa risoluzione che nasce da diverse mozioni credo che sia la risposta vera e forte - afferma l'assessore Pieroni - che oggi il Consiglio regionale dà". Luca Marconi (Udc): "Qui ci troviamo di fronte a una questione seria - dice - dovremo trovare lo sforzo di trovare un minimo comune denominatore".
Secondo il vicepresidente dell'Assemblea, Piero Celani "bisogna operare in un'ottica complessiva non territoriale". E ancora: "Se i servizi non vengono distribuiti in modo equo e serio sui territori questi sono destinati a morire". Difendendo la risoluzione, Gino Traversini (Pd) ha evidenziato che "nulla è stato messo da parte, ma i vari temi vanno affrontati in maniera equa e chiara altrimenti ne risentirà tutto il sistema regionale. Intervento conclusivo in difesa della risoluzione del consigliere Fabrizio Cesetti.
c.c.
Lunedì 14 Gennaio 2019
 

 
 
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