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Resoconto della seduta n.92 del 06/03/2018

SEDUTA N. 92 DEL 6 MARZO 2018

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 92 del 6 marzo 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 91 del 20 febbraio 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Saluto i ragazzi delle terze classi del Liceo scientifico Galilei di Ancona che sono qui per un progetto di alternanza scuola-lavoro, a loro il nostro saluto ed il nostro applauso.
Li ringraziamo per la presenza, tra l’altro sono qui anche per assistere alla prima parte della seduta riguardante la Relazione n. 13 della II Commissione assembleare.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l’ordine del giorno di oggi, così come deciso in Conferenza dei capigruppo, se non ci sono obiezioni, diamo per rinviata al 13 marzo la proposta di legge n. 162 e rinviata al 27 marzo la proposta di legge n. 185.
Inoltre, così come richiesto dai presentatori, rinviamo le mozioni nn. 550 e 556 (abbinate) al 13 marzo.
Se non ci sono obiezioni diamo per approvati questi rinvii e cominciamo con il primo punto all’ordine del giorno.

Relazione n. 13
ad iniziativa della II Commissione assembleare
“Partecipazione della Regione Marche al meccanismo di “Allarme rapido-early warning” ai sensi del protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea - Dialogo politico con le Camere del Parlamento italiano in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il Regolamento (CE) 1083/2006 del Consiglio per quanto riguarda il sostegno alle riforme strutturali negli Stati Membri”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la relazione n. 13 della II Commissione.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno, un saluto agli studenti del Liceo Galilei impegnati in questo progetto di alternanza scuola-lavoro.
Oggi parliamo di Europa in quest’Aula, abbiamo l’ennesimo meccanismo dell’early warning, in pratica partecipiamo a questa discussione su una decisione della Comunità europea presa recentemente che a nostro avviso lede in maniera abbastanza forte i principi dei trattati europei, ovvero i principi di sussidiarietà, quei principi a cui si ispirava il Libro Bianco di Jacques Delors ai tempi degli albori della Comunità europea proprio sul rapporto tra Europa e territori.
Si parla delle riserve di performance, le riserve di performance, come noi tutti sappiamo, soprattutto all’interno della II Commissione - questa è una discussione che in ogni programmazione europea è sempre molto permeante - sono quegli obiettivi straordinari che arrivano una volta che si sono rispettati gli obiettivi principali. C’è quindi una verifica che la Commissione europea fa annualmente e una volta verificato che in determinati settori, determinati obiettivi sono stati rispettati si sblocca questa percentuale che è circa del 6% che, riforme abbastanza importanti, siamo quasi a 19 milioni per quanto riguarda questa programmazione, può essere utilizzata dalle Regioni all’interno degli assi di programmazione e questa è una programmazione che le regioni negli ultimi anni hanno già previsto all’inizio di ogni legislatura.
Noi partecipiamo al meccanismo di early warning cercando insieme alle altre Regioni, come hanno già fatto l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna, di chiedere alla Commissione europea di non procedere a questa modifica, una modifica che consentirebbe al Governo centrale di impiegare queste risorse, non mettendole a disposizione delle regioni sugli assi predefiniti, sugli assi di riferimento, ma utilizzandole per poter raggiungere gli obiettivi che l’Europa nel famoso semestre europeo pone ad ogni Stato membro. Sono obiettivi che a nostro avviso, così come abbiamo indicato molto bene nella relazione che abbiamo fatto per la Commissione europea, poco hanno a che fare con la coesione e con il rispetto degli obiettivi regionali, come ad esempio il famoso obiettivo della politica di bilancio, sono degli aspetti che entrano anche nel fiscal compact, tipo il trasferimento del carico fiscale, spostandolo dai fattori produttivi ad altri fattori meno impattanti: la giustizia civile, il sistema bancario, il mercato del lavoro. Questi sono obiettivi che non possono prevedere l’utilizzo di queste risorse che a nostro avviso devono rimanere a disposizione della Regione.
Quindi noi cerchiamo di sensibilizzare il Governo centrale, la Camera, il Senato, la Commissione europea perché crediamo che il principio di sussidiarietà sia uno dei valori fondamentali dell’Unione europea e lo sia ancora di più per il momento che il nostro paese sta vivendo, in particolare per la nostra regione in seguito agli eventi avvenuti nel 2016 e nel 2017.
Sono obiettivi molto importanti e sono risorse su cui la nostra regione ha sempre lavorato negli anni tant’è che la Regione è sempre stata considerata virtuosa, quindi noi sentiamo che abbiamo il dovere/diritto di poter contare sulla destinazione di queste somme. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Entriamo subito nel merito di questa risoluzione che dovremo inviare agli organi centrali affinché la partecipino nel modo giusto ed efficace, mi auguro, alle competenti Commissioni dell’Unione europea.
Io credo che se ancora ce ne fosse bisogno, questo è uno degli aspetti negativi dell’Europa, in quanto qui c’è una palese ingerenza nell’autonomia degli Stati membri perché invocando questo principio di sussidiarietà, di cui non se ne vede la necessità in questo momento e anche in questo ambito, l’Europa tenta di sostituirsi agli Stati membri cercando di impiegare le risorse che ha a disposizione nel modo che vuole, evitando di darle agli Stati membri.
Da un punto di vista politico mi sento di fare questa considerazione molto chiara, discutiamo spesso dei rapporti con l’Europa, io sono un europeista, ritengo che non possiamo fare a meno di stare in un sistema, che è quello dell’Unione europea, ma dobbiamo stare in un sistema dove ogni Stato membro conservi in un certo ambito la propria autonomia decisionale, di impiegare anche nel settore della politica di coesione le risorse così come da programmazione approvata dagli Stati membri in ambito di Consiglio europeo.
In questo caso mi sento di dire che c’è una vera prevaricazione dell’Unione europea nel modificare questo regolamento in modo tale da poter impiegare questa riserva di performance, la Commissione europea potrà verificare se non sono stati raggiunti alla fine di dicembre 2018 gli obiettivi intermedi e potrà destinare questo 6% delle risorse già stanziate ad altri interventi.
Ritengo che a questo aspetto prettamente politico noi dobbiamo dire no a questa modifica, c’è poi un aspetto prettamente pratico, vedete noi abbiamo già una programmazione, siamo un territorio che è stato devastato non soltanto dalla crisi economica, ma anche dagli eventi sismici che si sono succeduti dal 24 agosto 2016 in poi, abbiamo difficoltà nel ripartire nella ricostruzione, abbiamo tante difficoltà sui territori per far partire la ricostruzione non soltanto delle abitazioni ma soprattutto delle infrastrutture, non possiamo privarci di questo 6% che è già stato allocato.
La Commissione si è già espressa negativamente sulla modifica del regolamento, contestando puntualmente tutti i punti, mi auguro che anche l’Assemblea possa dire unanimemente no a questa modifica del regolamento perché questa riserva di performance a noi serve tantissimo, non possiamo modificare la nostra programmazione, non possiamo dire ai nostri territori vi togliamo una parte delle risorse dei fondi Por-Fesr, Fears o Fse, ne abbiamo estremamente bisogno, ma soprattutto dobbiamo lanciare un messaggio politico all’Unione europea dicendo che non può sostituirsi invocando il principio di sussidiarietà, ed in questo caso non ce n’è assolutamente bisogno perché si interviene quando uno Stato membro non può o quando in qualche modo lo Stato membro invoca l’intervento dell’Europa perché magari in certi settori non è in grado, non è capace di intervenire, ma non ci venga a dire l’Europa quali risorse dobbiamo fare, quali politiche fiscali dobbiamo fare, quali politiche di coesione dobbiamo fare. Questo sta nella autonomia dello Stato italiano, della nazione italiana e quindi dei nostri territori. Quindi ribadisco il mio no ed il no dei colleghi della Commissione che stanno all’opposizione, a questa modifica del regolamento.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione n. 53 a firma della II Commissione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 18
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Volpini, Micucci, Giancarli, Talè
“Istituzione del servizio civile volontario degli anziani”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 18 dei Consiglieri Marconi, Volpini, Micucci, Giancarli, Talè.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Arriviamo alla fine di un iter abbastanza travagliato di questa legge che ha visto da subito in Commissione l’approvazione unanime articolo per articolo e poi la sospensione per quasi un anno a motivo della mancanza di un finanziamento adeguato, che poi è arrivato con un paio di variazioni di bilancio, con degli emendamenti in sede di variazione di bilancio, per cui l’atto ha visto la sua approvazione definitiva.
La legge è un piccolo orgoglio per la nostra Regione e ringrazio i colleghi che l’hanno sostenuta fin dall’inizio con il loro voto, con la loro firma, anche quelli della minoranza che l’hanno accompagnata nell’iter di Commissione.
Perché un piccolo orgoglio? Perché non ci sono molte Regioni in Italia, al momento mi sembra soltanto il Veneto, che hanno una legge simile a questa.
La finalità della legge è molto semplice e credo in questa sua semplicità anche efficace, cioè mira ad avere, mira a stimolare, attraverso l’attività dei Comuni, un servizio civile anziani che non ha la stessa struttura e gli stessi finanziamenti del servizio civile giovani, e a differenza dell’altro, è completamente gratuito.
In quest’Aula il Cal in una lunga ed appassionata discussione a cui ho partecipato ha dato all’unanimità un parere favorevole indicando questa come una prescrizione che sottolinea con piacere, cioè il fatto che questa legge stabilisca che qualsiasi servizio fatto da anziani sopra i 60 anni comunque pensionati non debba essere retribuito.
Perché il finanziamento allora? Il finanziamento mira a sostenere i Comuni nell’attività di organizzazione dei servizi di volontariato anziani e mira al pagamento di una sola spesa, quella dell’assicurazione che quasi sempre se non sempre si rende necessaria per accompagnare le attività che questi anziani svolgono a beneficio della collettività.
Molte attività che noi indichiamo in questa legge già sono presenti, in questo caso la normativa mira a dare una copertura legislativa ad attività amministrative che vengono svolte a livello locale con la sola legittimazione di delibere di Consiglio comunale o di Giunta municipale, e l’articolo 3 che definisce in ben 12 punti l’ambito operativo disciplina una serie di altre opportunità che vengono aperte.
Fra queste opportunità molte riguardano il settore socio sanitario e qui mi rivolgo al Consigliere Maggi che ha presentato un emendamento sul finanziamento con una cifra di 120.000 euro che è esattamente la stessa che io avevo indicato in sede di Commissione e che avrei voluto attingere dai fondi del sanitario indistinto, Assessore Cesetti.
L’ufficio del servizio bilancio della Regione Marche ci ha fatto sapete che purtroppo questa possibilità in termini tecnici non era accessibile e quindi non abbiamo avuto questo possibile sostegno
Non lo so se in futuro una verifica diversa o qualche modifica potrà aiutarci in questo senso, ma al momento non ci siamo riusciti.
Fondamentale è l’assoluta gratuità del volontariato, questo è scritto nella legge, quindi non un volontariato mascherato, ma c’è l’assoluta gratuità dei servizi che possono essere offerti.
La disciplina organizzativa degli stessi è tutta in capo ai Comuni, abbiamo escluso il soggetto individuale che magari in qualche piccolo comune poteva essere anche legittimato, ma abbiamo prescritto l’esistenza di associazioni pubbliche o private accreditate. L’accreditamento avviene attraverso una procedura Comune/Regione come per altri albi che la Regione ha a disposizione, ma tiene conto anche di tutte le associazioni no profit già accreditate, e sono centinaia, presenti in un albo regionale apposito. Quindi anche questo è un lavoro che già in gran parte è stato fatto, che potrà essere leggermente ampliato e che non va a gravare sulle procedure burocratiche dei nostri uffici di Giunta.
Una nota particolare, poi dirò qualcosa sugli emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle, va fatta riguardo al finanziamento, dicevo all’inizio, quando il microfono non funzionava bene, che il finanziamento è stato ottenuto in sede di variazione di bilancio grazie a due emendamenti, uno del Consigliere Micucci ed uno mio, per un totale di 180.000 euro che la Giunta ha accolto.
E’ stata un’apertura, la prima volta in tre anni, con la quale la Giunta ha disposto che in quella sede avremo potuto ragionare seriamente di queste opportunità.
Mi sembra importante che questa opportunità sia stata scelta da noi per finanziare la legge, non per finanziare la tabella C, purtroppo Assessore siamo rimasti solo in due, se c’era qualcun altro magari la cifra poteva essere più grande, ma intanto questo dato è stato raggiunto e io credo che in futuro potrà essere ulteriormente allargato.
Riguardo agli emendamenti, dico che questo provvedimento non è una legge di costume o di cultura, come abbiamo fatto in altri casi, o di pura sensibilizzazione e promozione, ma è una disciplina completa che mette a disposizione qualche risorsa.
Quanti saranno i Comuni che potranno accedere a questo servizio? Io dico che questa legge per il finanziamento ottenuto è una legge ancora sperimentale, credo ragionevolmente una trentina di Comuni medio piccoli, soprattutto credo che l’interesse dei più grandi sarà relativo, ma mi auguro che ci sia e possa essere attivato per coprire tante realtà che oggi oggettivamente restano scoperte o vengono coperte con forme di volontariato non regolato.
Tra tanti esempi ne cito due, penso ai nostri tantissimi piccoli musei o siti archeologici che non hanno nessuno a tenerli aperti e che vengono aperti con il solito richiamo “telefonare al cellulare di …” oppure c’è un vicino alla struttura che apre all’occasione.
Questa cosa potrebbe essere disciplinata in maniera articolata e puntuale anche attraverso del personale qualificato, penso ad ex insegnanti, penso a cultori, alle tante migliaia di anziani che sono cultori del nostro territorio, che sono cultori delle nostre bellissime opere d’arte.
Ma penso anche ad un’altra grande attività che è quella per esempio del dopo scuola, abbiamo sognato in Commissione che questa attività a favore dei più piccoli, dei più giovani, venga svolta da insegnanti che magari in pensione decidono con un gesto di generosità di non dare ripetizioni a pagamento, magari spesso in nero, ma di fare una attività di volontariato presso centri che il Comune organizza sul proprio territorio mettendo a disposizione dei locali adeguati.
Penso all’attività per la prevenzione delle dipendenze, l’abbiamo voluta inserire in questa attività, naturalmente penso all’ultima legge che abbiamo fatto sull’azzardopatia, sul gioco d’azzardo patologico, è chiaro che abbiamo a disposizione i milioni che il Governo ci ha dato, i milioni che il bilancio regionale ha messo a disposizione, ma è anche vero che in questa immensa opera di ricostruzione civile e sociale c’è la necessità di attivare tanto volontariato che magari metta a disposizione un’ora, due ore, tre ore alla settimana e se adeguatamente disciplinato, incanalato, arriva a destinazione.
Ora una semplice considerazione di natura etico-sociale, io non credo che il volontariato debba essere tutto disciplinato, penso che tanta spontaneità, che ha caratterizzato il nostro Paese, debba essere lasciata libera, e dico che dove c’è la possibilità di attivare con regole semplicissime, abbiamo scritto appena 7 articoli, se togliamo le abrogazioni e le disposizioni finanziarie, tra le altre cose molto brevi, può essere un volano, l’occasione per far riflettere i Comuni sull’opportunità di mettere in movimento realtà di questo tipo non limitandosi alla semplice vigilanza davanti alle scuole, cosa che ormai quasi tutti i Comuni fanno, che viene fatta a volte anche con qualche piccola forma di retribuzione che, ripeto, qui è completamente esclusa.
Viene presa in considerazione solo un’ipotesi sulla quale c’è anche un emendamento del Movimento 5 Stelle relativamente al rimborso che potrebbe verificarsi in determinati casi, di questo diremo qualche cosa.
Spero di aver lasciato molte cose da dire non solo al relatore di minoranza, ma anche al Consigliere Micucci che considero a tutti gli effetti co-relatore di maggioranza di questa legge, data la sua partecipazione non formale alla redazione del test, ed anche alla soluzione finale che abbiamo ottenuto attraverso il finanziamento.
Approfitto ancora per rispondere in maniera non frettolosa, ma in maniera un po’ più articolata agli emendamenti presentati.
All’articolo 1 noi abbiamo ritenuto di non inserire la specifica onlus, che restringerebbe appena al 10% il totale degli enti pubblici privati accreditati. L’onlus è una procedura abbastanza pesante e viene messa in atto soltanto da associazioni che devono ricevere i fondi, qui non devono ricevere i fondi, quindi anche un piccolo comitato spontaneo, una pro loco, una piccola realtà locale che si occupa ad esempio di una piccola zona verde, verrebbero accreditato, ma c’è una procedura di accreditamento, non arriva così, quindi è comunque verificata a monte.
Ritengo ugualmente restrittivo, lo dico perché è stato anche questo oggetto di discussione in Commissione, quando al comma 2 dopo le parole “condanne penali” suggerite l’inserimento di “per reati contro la persona”. Questo sarebbe restrittivo, noi l’abbiamo messo a qualsiasi titolo: chiunque abbia ricevuto condanne penali, fosse anche per un eccesso di velocità. I reati contro la persona sono molto restrittivi ed i reati contro il patrimonio? Oppure uno che è stato condannato per furto? Io questo emendamento non lo accetterei in questo senso, perché la Commissione anche su questo è stata molto chiara.
Diversa l’articolazione che viene proposta al punto g) dell’articolo 3, in verità Consigliere Maggi non aggiunge molto, dice: “iniziative volte a far conoscere e perpetuare le tradizioni locali artigianali, artistico-musicali, del folclore e del vernacolo”, è un’articolazione più estesa rispetto alla nostra formulazione che dice: “iniziative volte a far conoscere e perpetuare le tradizioni e l’artigianato locale” va bene, penso che l’emendamento 3/1 possa essere accolto perché è ampliativo e migliorativo.
Segnalo anche, perché nell’ultima discussione in Commissione non eravamo stati chiari su questo punto, che le osservazioni del Crel volte a sottolineare un aspetto relativo al rapporto con gli operatori professionali, sono state inserite.
Questa discussione era mancata rispetto al relatore di minoranza Consigliere Zaffiri, neanche io l’avevo sottolineata e invece c’è, c’è all’articolo 3, comma 1, punto i) dove si parla di tutta una serie di assistenze e viene aggiunto “in ausilio agli operatori professionali”, ed al punto j) viene aggiunto “in collaborazione con le strutture pubbliche competenti per materia”.
Questo è un suggerimento, una sottolineatura che era stata data dal Crel per significare il fatto che queste attività non venissero svolte in totale autonomia, queste due in modo particolare perché sono due attività molto delicate che riguardano l’assistenza culturale e sociale nelle strutture socio sanitarie sociali ed educative, e l’attività di sensibilizzazione per la prevenzione delle dipendenze. Essendo due attività molto delicate si diceva che dovevano essere fatte non con volontari che operano da soli, ma in collaborazione, cioè è prescritto che esistano già dei collaboratori professionali o delle strutture pubbliche competenti per materia che si occupano di questa cosa.
Invece non capisco e respingerei l’emendamento del Consigliere Maggi relativamente alla soppressione di “sesso e porno dipendenza” perché sesso e porno dipendenza sono ormai presenti in tutte le elencazioni delle dipendenze, quindi è solo una esplicitazione. Fra tutte le dipendenze, compreso il cibo, le sostanze stupefacenti, l’alcool, il fumo, il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la televisione, internet, c’è anche sesso e porno dipendenza, ce l’hanno data, quindi non è una cosa che ci siamo inventati.
Nell’emendamento 4/1 viene ripetuto “onlus”, quindi non lo accoglierei.
Invece accoglierei all’articolo 5 l’emendamento 5.1 perché è oggettivamente migliorativo nel senso che colma una lacuna su una previsione che non avevamo fatto, dove si parla di rimborso – è una parte aggiunta – delle spese sostenute dall’anziano volontario così come documentate. L’emendamento del Consigliere Maggi indica anche “preventivamente autorizzate”, credo che sia di buon senso perché in effetti metteremo il Comune nella condizione di dover rimborsare e poi discutere il perché è stata fatta una certa cosa, invece lo deve chiedere prima dicendo: “Affronterò questa spesa, organizzeremo un party per i bambini che stanno qui, faremo una piccola merenda spenderemo 200 euro, se ce lo autorizzate sennò lo facciamo e ce lo paghiamo con i fondi nostri”.
Sull’emendamento relativo al finanziamento penso che debba dire qualcosa l’Assessore Cesetti, io ho semplicemente ricordato quanto è già stato fatto con i primi 180.000 euro ai quali mi auguro, dato che la legge prenderà vigore nel corso dell’anno, quindi avremo solo 6 mesi di copertura da realizzare, che nel 2019 in corso di approvazione di bilancio, altri aggiungano la loro firma ad emendamenti che prevedono finanziamenti. Insieme Al Consigliere Micucci credo che lo farò. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che il Consigliere Marconi abbia già illustrato ampiamente questa proposta di legge anche se io l’ho trovata in corsa essendo passato dalla II alla IV Commissione.
All’inizio non avevo il testo corretto, quindi ho avuto delle perplessità sul fatto che la prima stesura della legge non prevedesse l’ausilio degli operatori professionali, adesso nel testo definitivo è stata recepita questa osservazione fatta a suo tempo dal Crel, quindi credo che sia completo, una legge che va veramente ad aiutare, a dare un contributo soprattutto alle persone che si vogliono impegnare dando un contributo al territorio.
Il contribuito deve essere molto ampio, e la legge mi sembra che questo lo recepisca, nel senso che non riguarda delle associazioni particolari o delle grandi associazioni, ma delle associazioni che vivono il territorio. Credo che questo sia l’aspetto importante che evidenziava anche il Consigliere Marconi, nel quale il gruppo della Lega si ritrova appieno.
Un contributo che probabilmente può essere un po’ insufficiente in questo momento, vedremo poi se durante la validità della legge, soprattutto in sede di bilancio, questo tipo di legge potrà essere maggiormente finanziata, anche perché non va ad intaccare, come è stato scritto nell’articolo 1, le figure professionali che hanno il loro ruolo e la loro partecipazione nell’attività lavorativa quotidiana, ma dà un supporto, perciò credo che questo provvedimento vada nel senso giusto, come poc’anzi già ho evidenziato.
Mi fermo qui, ricordando che questa legge interviene a favore di situazioni e persone in difficoltà della nostra società marchigiana, solo che adesso bisogna anche trovare la possibilità che queste sinergie vengano utilizzate. Qui vedo che manca per esempio l’Assessore Pieroni, un aspetto importante riguarda il turismo, perché questa legge dovrebbe essere valorizzata dall’Assessore al turismo per quelle attività che sul territorio della nostra regione sono decine e decine, siti in cui è difficile entrare perché sono chiusi, quindi non credo che possa essere lasciata solo ai Comuni, come diceva il Consigliere Marconi, deve essere una legge strutturale, quindi invito l’Assessorato al turismo a farsi carico e se necessario di imporla nei territori, allora sì che potrebbe diventare una legge interessante, inserendola in un meccanismo di obbligatorietà, allora sì che avremo professori, docenti che si impegnano nell’informare chi visita questi siti archeologici del nostro territorio, con tutta l’impalcatura del sistema in cui questa legge può trovare applicazione, che non sia una legge di nicchia. Il Comitato per la valutazione credo che valuterà questa una legge per vedere se effettivamente nella sua applicazione dà dei risultati positivi.
Qualcuno lo riferisca all’Assessore e credo che la cultura e il turismo possano dare delle risposte importanti alla nostra realtà marchigiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Brevemente perché già gli interventi che mi hanno preceduto hanno spiegato bene le motivazioni e la ratio che ci hanno spinto a proporre questa legge.
Credo che molta attenzione, giustamente, venga data – veniamo da una campagna elettorale molto accesa – al mondo dei giovani ed al mondo della gioventù, non possiamo nasconderci che fortunatamente l’Italia, e le Marche in particolare, è un Paese in cui anche gli anziani hanno un ruolo fondamentale e sono in numero sempre maggiore. Già a random, e credo che sia giusto, sul territorio vengano utilizzate le professionalità degli anziani in pensione, ma ritengo altrettanto giusto che la Regione Marche prenda in carico questo tema e ne faccia, come abbiamo fatto, un testo di legge proprio per dare un sostegno maggiore, non per vincolare, a questo mondo che in qualche modo si mette a disposizione dei propri territori.
Quindi la volontà era quella di sostenere i Comuni e quelle attività che sono importanti da un punto di vista sociale, culturale e turistico, ma che non sempre riescono nei meandri dei bilanci e della burocrazia ad avere un sostegno da parte della pubblica amministrazione.
Credo che sia importante perché gli anziani che oggi vanno in pensione hanno ancora molto da offrire al mondo della socialità, hanno delle professionalità che spesso non ritroviamo nei nuovi lavori, quindi aiutare questo mondo, che vuole in qualche modo ancora impegnarsi per la società, per i giovani, per il territorio, credo che sia una necessità e una valutazione che bene fa questo Consiglio regionale ad attuare, quindi quando c’è stata la possibilità o quando si è verificata la necessità di sostenere anche economicamente questa legge, che altrimenti avrebbe fatto fatica a vedere la luce, molto volentieri ho proposto un emendamento insieme al Consigliere Marconi perché mi è sembrato giusto venire incontro ad una vicenda che è già presente in maniera fattiva nei nostri territori.
La volontà è quella di non farla essere una proposta di nicchia, credo che i Comuni più piccoli forse siano quelli che ne hanno più necessità, e nelle Marche sappiamo bene che la stragrande maggioranza dei 220 comuni è composta da comuni piccoli o medio piccoli, quindi credo che già questo la faccia essere una proposta non di nicchia che può andare a sostegno di una vasta realtà.
Mi auguro che nei prossimi anni questa legge possa diventare strutturale e attraverso il bilancio regionale si possa sostenere annualmente questa normativa anche per altre realtà, perché non è che i Comuni grandi non hanno anziani che si vogliono mettere a disposizione o non hanno esigenze per le proprie strutture pubbliche, quindi ci sarà sicuramente la possibilità di attivare questa normativa anche per gli altri Comuni.
Il nostro compito è quello di legiferare ed è anche quello di portare a conoscenza i nostri territori di questa nuova norma che credo sarà certamente utile per i Comuni ma anche e soprattutto per i nostri cittadini. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Noi ovviamente abbiamo accolto questa proposta di legge in maniera favorevole ed abbiamo elaborato degli emendamenti che discuteremo mano a mano che verranno sottoposti all’attenzione di quest’Aula.
In un contesto storico particolare in cui, come si diceva già, la nostra regione vede aumentare gli over 65 e ridurre la natalità, la funzione degli anziani diventa una funzione sociale indispensabile ed irrinunciabile.
Certo, ho sentito qualche collega nella Conferenza dei capigruppo fare delle osservazioni sul fatto che la rivalutazione del ruolo sociale degli anziani potrebbe andare a discapito dell’occupazione dei giovani, io questa cosa non la contesto, però sono più realista del re, nel senso che se la funzione degli anziani non viene rivalutata in questo senso, credo che non ci saranno più posti di lavoro per i giovani, visto le finanze dei Comuni e delle altre organizzazioni che dovrebbero farsi carico di valutare questa proposta di legge. Abbiamo cercato di migliorarla, poi spiegheremo in che cosa consiste questo miglioramento e le motivazioni che stanno dietro ai nostri emendamenti, voglio dire soltanto che c’è un emendamento chiave che è quello di portare da 180.000 a 300.000 euro il finanziamento di questa legge. Questo perché? Perché ormai in quest’Aula siamo abituati a proposte di legge che diventano esclusivamente degli spot elettorali della maggioranza, sto pensando per esempio a quella che viene discussa adesso sul bullismo, il cyber bullismo, che ha 80.000 euro di finanziamento, che se lo dividiamo per tutte le scuole c’è qualche decina di euro per ogni scuola, quindi solamente una proposta velleitaria se non è confortata da un aiuto economico, non dico importante, ma almeno adeguato. E questa è sicuramente una pecca di questa Giunta che fa i conti su un bilancio sempre più ristretto, ma che non sceglie di privilegiare le priorità delle leggi importanti e fa confluire le risorse in leggi che ha deciso siano le priorità per questa regione e per il suo popolo.
Per questo alla luce dei risultati elettorali ho chiesto pubblicamente al Presidente Ceriscioli di fare un passo indietro e di dimettersi con la sua Giunta dato che in questo momento non ha più la fiducia della maggioranza dei marchigiani.
I marchigiani gliel’hanno tolta anche perché l’efficacia di questa Giunta è sotto gli occhi di tutti. Il giudizio è stato dato domenica scorsa e la considerazione che ha avuto questa Giunta a Roma viene ancora più inficiata dal fatto che la maggioranza ha 3 deputati e noi che siamo la minoranza ne abbiamo 14. Io non faccio una mozione di sfiducia e non chiedo le firme a quest’Aula, chiedo soltanto, e finisco qui perché so che l’Assessore Cesetti è preoccupato per questa mia dichiarazione, da uomo a uomo, da uomo politico a uomo politico, che il Presidente Ceriscioli sia conseguente e faccia un atto di democrazia nei confronti dei cittadini che gli hanno dato fiducia e che ora gliel’hanno tolta e che sicuramente non sono amministrati al meglio con queste condizioni politiche.
Questo è quanto dico e mi riallaccio a questa legge perché questa Giunta e questa maggioranza hanno fatto soltanto leggi spot, non sono riuscite a dare delle priorità sennò distribuire fondi a pioggia nei territori e negli interessi di qualcuno e non della collettività in generale. Rifacendomi a questo principio, ho chiesto con un emendamento che questa legge venga maggiormente finanziata perché è importante considerato anche che la maggioranza dei cittadini marchigiani stanno invecchiando sempre di più. Se è importante per i cittadini marchigiani, questa legge non può essere soltanto uno spot politico ma deve essere finanziata, deve essere concreta come la legge che dovremo discutere nel Comitato di valutazione e in I Commissione, quella sul cyberbullismo e sul bullismo, sulle molestie sessuali attraverso la rete. Bisogna scegliere delle priorità è ora che la politica si prenda le responsabilità e nella presa di coscienza di queste responsabilità noi chiediamo che una legge importante per i marchigiani e soprattutto per gli over 65 venga finanziata adeguatamente affinché abbia una concretezza ed un effetto reale sulla popolazione.
Questo è quello che chiedo a questa maggioranza, quello che ho chiesto anche pubblicamente e vedremo se ci sarà una risposta in questo senso, è un discorso sul piano umano e sul piano politico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Innanzitutto intervengo per ringraziare i presentatori di questa proposta di legge, lo faccio anche come Assessore che tra le varie deleghe ha anche quella del volontariato oltre che del bilancio.
Credo che sia, quella che ci accingiamo ad approvare, una legge importante che va nel senso di valorizzare il ruolo delle persone, tra l’altro forse l’unico errore è definirle anziane perché sono persone che magari sono in una età ancora forte e possono dare un contributo per migliorare le condizioni della nostra società.
Per quanto riguarda le risorse credo che quelle postate siano sufficienti, ovviamente c’è la disponibilità da parte mia quando andremo ad approntare gli ulteriori strumenti di bilancio di incrementarle, tra l’altro si stabilisce all’articolo 8 che l’entità della spesa è stabilita a decorrere dal primo anno successivo a quello della sua approvazione. Quindi la Giunta esprime il suo plauso ed il parere favorevole all’approvazione di questa legge.
Per quanto riguarda l’osservazione del Consigliere Maggi sulle elezioni, che l’ha voluta inserire per forza, non sono per nulla preoccupato dagli interventi di Maggi, figuriamoci, ma voglio dire soltanto una cosa: legare l’esito di un risultato elettorale che riguarda un’istituzione della Repubblica ad altra istituzione è non solo sbagliato, ma è lesivo dello stesso ruolo delle istituzioni e della loro autonomia.
L’ho detto in Conferenza dei capigruppo noi siamo, come Regione Marche, come Consiglio regionale, come Presidente e Giunta, una istituzione della Repubblica italiana al pari dello Stato, come dico sempre, dei Comuni e delle stesse Province, sebbene con ruoli e funzioni diverse, come si dispiega questa autonomia? Come viene incoronata questa autonomia, se vogliamo? Qual è lo scettro che il popolo mette sulla testa di questa autonomia? Sono le elezioni e noi sappiamo che ogni elezione ha una storia a sè, e all’interno di quella storia c’è il giudizio sui protagonisti perché le elezioni non sono altro che il doppio giudizio su quello che è stato e su quello che sarà.
Ma queste elezioni riguardano il giudizio sul Parlamento, sul rinnovo del Parlamento, non può riguardare questa Regione, nulla c’entra, tra l’altro lo dimostrano gli stessi dati elettorali. Questo è tanto vero che ad esempio nel 2013 in questa regione ci fu un risultato che vide i 5 Stelle, mi pare, come primo partito o giù di lì, ma nel 2015 noi abbiamo votato per questa Regione e voi avete perso bene, ma molto bene , voi avete perso e noi abbiamo vinto, Ceriscioli ha vinto con oltre il 41% e voi avete perso bene, le avete prese in questo duello democratico.
Questo è, ed è tanto vero quello che dico che ad esempio nel risultato di ieri notte il giudizio per quanto riguarda le elezioni politiche nazionali è stato diverso ad esempio nella Lombardia, è stato diverso ad esempio nel Lazio dove Zingaretti, candidato del centro sinistra, ha vinto e i 5 Stelle sono arrivati terzi, capite? Legare non fa onore all’intelligenza politica del Consigliere Maggi, di cui riconosco sia dotato abbastanza, trovo una difficoltà, quindi lasciamo perdere, noi sappiamo che si vota ogni 5 anni, quando sarà il momento lei Consigliere Maggi si potrà appellare al popolo sovrano che consegnerà lo scettro del potere della democrazia e quindi si potrà accomodare, oggi nulla c’entra.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Voglio dire questa cosa, capisco anche l’obiezione che ha fatto il Consigliere Marconi, nell’emendamento ho messo “onlus pubblici e privati” riferito ai privati perché non vorrei che questa cosa riguardasse quelle cooperative che pagano 3,5 euro all’ora i lavoratori e loro ne prendono 8.
Visto che ci sono molte cooperative che sfruttano il lavoro delle persone non vorrei che venisse dato loro gratis il lavoro degli anziani, per questo ho messo una discriminante in modo che coloro che svolgono attività per fini meramente di lucro siano esentati da questa proposta di legge.
Lo spirito è solo quello, non c’è una motivazione diversa da questa.
Capito, Consigliere Marconi? Ho messo onlus perché non sapevo cosa mettere per discriminare quelle cooperative che pagano 3,5 euro ai lavoratori e loro ne prendono 8, per non dare a queste cooperative, che a volte sfruttano il lavoro, gratuitamente il lavoro degli anziani, se c’è un limite per questa cosa, non nelle questioni dei pubblici ma dei privati, se c’è una limitazione a questo in modo che non diventi uno sfruttamento di persone anziane per il lavoro, io sono disposto ad accettare qualsiasi sub emendamento.
Vuole essere una restrizione per questo elemento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Prima una notazione di merito. Non è la prima volta che il Movimento 5 stelle utilizza il termine “cooperativa” un po’ come il termine “politica” per dare una accezione negativa, … ne prendo atto però vorrei sottolineare che di fronte ad esempi assolutamente negativi e per chi viene dal mondo della cooperativa come per chi viene dal mondo della politica, questi esempi negativi danno ancora più fastidio perché danno una immagine distorta e negativa di tutto un mondo sociale di volontariato e di aiuto al sistema Italia che viene da lontano.
Poi nello specifico credo che questa limitazione tra l’altro non sia neanche funzionale perché come lei certamente saprà le cooperative sociali sono equiparate in termini di legge alle onlus quindi se quello era l’obiettivo è addirittura forse ostativo rispetto a questo.
Credo che se ci sono degli esempi che possono essere cooperative, Srl, Snc e quant’altro di questo tipo vada condannato tout court senza limitare al tipo di società perché poi tra l’altro il sistema che abbiamo previsto è gratuito. quindi eventualmente l’unica modalità per dare questo tipo di sostegno negativo è quello del pagamento in nero e quindi questo può essere fatto dalle cooperative, dalle SpA, da tutti quanti e questo va perseguito da chiunque perché contrario alle normative di legge, quindi mi sembra una specificità che pur condividendo lo spirito ma che ripeto va esteso eventualmente ai delinquenti e non al tipo di società, mi sembra che non sia opportuno per questo tipo di norma. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Quello di cui parlavo in maniera informale con il Consigliere Marconi, chiedevo di aggiungere “condanne penale per reati contro la persona”, se un disgraziato in condizioni particolarmente difficili della sua vita ha emesso un assegno a vuoto oppure è stato condannato per una piccola truffa, perché impedirgli un inserimento sociale di questo tipo? Mi sembra anche in contrasto con la Costituzione che dice che scontata la pena ci deve essere un reinserimento.
Certo che se a commettere un reato contro la persona è un pedofilo, non può stare davanti ad una scuola, chiedo soltanto questo, perché mi sembra discriminante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Direi che possiamo accettare questo emendamento però con una pausa di riflessione che faremo successivamente perché per quello che ricordo del Codice di diritto penale le categorie di reato sono tante, quindi è vero che il reato contro la persona tocca in modo particolare, mi ci sono altre categorie.
Apprezzo il suo garantismo, però ci sono anche reati contro il patrimonio ben più grossi, però – come dice lei - una volta scontata la pena, è scontata, diciamo che l’unico reato che potrebbe continuare è quello che ha riguardato appunto reati contro la persona, tossicodipendenze, furti.
Siamo in un campo un po’ scivoloso, accettiamolo e poi facciamo una riflessione ulteriore magari in qualche “omnibus” se c’è qualcosa da precisare chiedo agli uffici ed alla dott.ssa Zampa di accettarlo in questa fase per non precludere, però poi verifichiamo ed in una successiva omnibus eventualmente correggeremo il tiro. Quindi accoglieremo l’emendamento del Consigliere Maggi ma con una riflessione che poi ci possa portare da qui a qualche mese a qualche correzione ma lo spirito dell’emendamento è accolto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Piccola riflessione. Ritengo abbastanza pericoloso che questa Assemblea si metta a valutare il tipo di reati perché ce ne sono tanti, quelli che sembrano piccolissimi possono essere molto gravi, si possono per lo meno nel tempo presentare come molto gravi, reati al patrimonio, reati contro la persona, reati contro la pubblica amministrazione, quindi starei molto attento, una riflessione la farei molto più cauta, Consigliere Marconi, da questo punto di vista, perché queste sono figure di persone che vengono molto spesso a riferimento. In un contesto molto importante e sociale, l’insegnante, l’accompagnatore sono punti di riferimento molto importanti, sono esempi, ricordate cosa dicevano sia Paolo VI che Pertini, “I giovani hanno bisogno non di sermoni, ma hanno bisogno di esempi a cui riferirsi”, lo diceva un laico quale Pertini e lo diceva un grande Papa quale era Paolo VI. Abbiamo bisogno di testimoni, abbiamo bisogno di riferimenti non di sermoni e quant’altro, per cui invito l’Assemblea a riflettere, è giusto che una persona non può essere segnata a vita, è chiaro, però noi dobbiamo dare una segnale e fare una riflessione un po’ più profonda.
Gradirei che una situazione di questo tipo venisse affrontata magari in Commissione poi riportarla per una piccola variazione in una omnibus quando si vuole, ecco il motivo per cui se si voterà io mi asterrò su questo aspetto perché non mi sembra che il nostro compito sia quello di valutare il tipo di reato più o meno grave.

PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. “Le iniziative volte a far conoscere e perpetuare le tradizioni locali artigianali - ho aggiunto - artistico-musicali, del folclore e del vernacolo”.
Le nuove generazioni il nostro vernacolo non lo conoscono più, a volte i termini del vernacolo rappresentano la nostra tradizione e le nostre radici sul territorio, a volte non hanno un corrispondente in italiano che sia così efficace, comunque le tradizioni artistico-musicali mi sembrano altrettanto importanti.
Ricordo ad esempio lo storico gruppo della Macina che con il saltarello e con le musiche popolari aveva riscoperto tutto un mondo ed aveva fatto rifiorire le tradizioni.
Questo è il primo emendamento, per quanto riguarda l’emendamento 3/2 sono soppresse le parole “sesso e porno dipendenza” perché ritengo che per cercare di non indurre alla tossicodipendenza, per cercare di aiutare i ragazzi, ci sia bisogno di una grande componente di amore di cui gli anziani sono portatori.
Per quanto riguarda invece il sesso e la pornografia è un argomento talmente specifico e talmente difficile da inquadrare che sicuramente il pensiero di un anziano potrebbe procurare dei danni nei confronti di un giovane, ecco perché nell’arrivare a vivere una sessualità completa e libera potrebbe produrre più che aiuto un danno su questo argomento così difficile.
Gli anziani lo sappiamo sono portatori di un concetto e di una decenza diversa rispetto ai giovani, mi sembra piuttosto pericoloso e per questo ho redatto questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Nel rispettare questo clima intelligente e costruttivo di dialogo preciso che l’emendamento 3/1 riteniamo di doverlo accogliere perché ampliativo e specificativo, con qualche parola in più rispetto a quello che veniva proposto, che comunque lo includeva, ma è una sottolineatura.
Sull’altro insisto, Consigliere Maggi, sesso e porno dipendenza non è rivolto solo ai giovani ma anche ai meno giovani, qui non si parla solo di pedofilia che, come dice lei, può essere un argomento molto delicato e difficile perché si può sconfinare nel penale, qui si parla di porno dipendenza che è un settore che sta dilagando anche perché legato all’uso di internet, che è sempre la fonte di tutto. Quindi immaginare un ciclo di conferenze che spiegano questo o aiutano a percepire la sessualità come una opportunità e non come una disgrazia, perché chi la vive così la vive come una disgrazia, come una sofferenza, potrebbe essere utile. Ecco perché i tecnici del settore, anche se è un settore molto difficile da definire, hanno incluso questa nell’elenco delle 12 dipendenze patologiche.

PRESIDENTE. Emendamento 3/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.

Articolo 4 lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Lo ha illustrato molto efficacemente il Consigliere Marconi per cui noi voteremo a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8.
Emendamento 8/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. L’ho accennato nell’intervento sulla legge in generale, non sto qui a ripetermi, dico soltanto che anziché 180.000 euro, 300.000 euro sono da attingere dal fondo di riserva iscritto nella mozione del programma C1, affinché le leggi non siano semplicemente degli spot elettorali, ma siano adeguatamente finanziate. Se sono considerate una priorità politica di questa Giunta dovranno essere adeguatamente finanziate, altrimenti ripeto l’esempio della legge sul cyberbullismo e del bullismo nella quale vengono date qualche decina di euro a tutte le scuole delle Marche per fare cosa? Nel momento in cui ci crede ad un intervento, affinché sia efficace, va adeguatamente finanziato con il minimo che mi sembra quella cifra che io ho indicato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per dichiarare che le assicurazioni date a questo riguardo dall’Assessore Cesetti vengono accolte positivamente da parte nostra come anche una preoccupazione generale all’interno di questo Consiglio e dei singoli Consiglieri relativamente al finanziamento attraverso il fondo di riserva.
Credo che la sede opportuna sia quella della variazione di bilancio, altrimenti il fondo di riserva finisce presto e soprattutto viene utilizzato ancora per la proposta di legge, cioè nella proposta di legge non avendo altro inseriamo quello, poi non può stare tutto lì, perché se ogni proposta di legge va finanziata con il fondo di riserva finisce che i soldi non li troviamo più.
Quindi la sede politica adeguata dovrebbe essere quella e quello il confronto che penso non arriverà tardi, spero che quest’anno la variazione di bilancio seria la faremo prima dell’estate e in quella sede questa legge potrebbe trovare quei 100/120 mila euro in più che la mette nella condizione di avere un finanziamento adeguato. Ritengo però che per quest’anno sia già sufficiente avendola in vigore dalla seconda parte dell’anno, credo che 180.000 euro mettano in condizione una trentina di Comuni di poter attivare questa procedura.
30 Comuni su 200 non sono tutti, però è già una cifra significativa, certo se così dovesse rimanere, sono d’accordo con il Consigliere Maggi, saremmo poco più in là dello spot, ma se la variazione di bilancio darà questa sostanza la cosa potrebbe cambiare. Quindi per il momento ritengo di dover respingere questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 18, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 546
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Liquidazione dell’importo a saldo della produttività collettiva anno 2016 dell’Area Vasta n. 5”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 546 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. In merito all'interrogazione in oggetto, sulla base della nota 3096 del 24 gennaio 2018, si rappresenta quanto segue.
Punto 1 e punto 2 "la decurtazione della produttività 2016 prevista per il personale di comparto è stata effettuata anche nei confronti di tutte le figure dirigenziali"; "in caso di risposta negativa quali siano le motivazioni che hanno portato a questa disparità".
Con determina 1299 del 22 settembre 2017, l'Area Vasta n. 5 ha proceduto alla determinazione a consuntivo dei fondi di tutte le aree contrattuali per l'anno 2016 ed alla determinazione in via provvisoria per l'anno 2017.
A seguito dei rilievi evidenziati dal Collegio Sindacale dell'Asur nelle sedute n. 15/2017 e n. 17/2017, relativi al "Fondo per il trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro" della dirigenza medica e veterinaria" ed al "Fondo del disagio" del comparto, l'Area Vasta 5 ha rideterminato l'ammontare dei fondi suddetti con atto 1733 del 12 dicembre 2017, applicando la decurtazione di cui all'articolo 1, comma 457, legge 147/2013.
A seguito di tale rideterminazione, i pagamenti già effettuati per il biennio 2015/2016 per l'area della dirigenza medica e veterinaria e del comparto sono risultati eccedenti rispetto alla capienza dei fondi di che trattasi, pertanto l'Area Vasta 5 ha effettuato con determine 1560/2017 per la Dirigenza medica e veterinaria e n. 1561/2017 per il Comparto, a seguito di prescrizione del Collegio sindacale, un accantonamento prudenziale di somme, nelle more della definizione delle modalità di eventuale recupero di quanto erogato in eccedenza.
I fondi della dirigenza SPTA non hanno subìto decurtazioni, in quanto non risultavano pagamenti in eccesso.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Mi ritengo abbastanza soddisfatto della risposta che mi sembra esaustiva.
Approfitto solo per sottolineare, però mi sembra che si stia andando in questa direzione, l’equità di trattamento, quindi che nel futuro ci sia questo occhio verso l’equità e verso una giustizia trasversale, però la risposta mi sembra abbastanza esauriente per cui mi ritengo soddisfatto. Grazie.

Interrogazione n. 495
Ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Risorse regionali per la celebrazione dei centocinquant’anni dalla morte del Maestro Gioacchino Rossini”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 495 del Consigliere Biancani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Questa interrogazione ci riporta ad una riflessione importante che è quella di tenere in conto sia dal punto di vista culturale che turistico questi tre grandi eventi che come Giunta regionale abbiamo evidenziato anche all’ultima Bit fatta a Milano. Quest’anno sono i centocinquanta anni rossiniani, il prossimo anno i duecento anni collegati all’Infinito di Leopardi e il 2020 sarà l’anno del grande Raffaello.
E’ chiaro che in questo contesto una programmazione è stata già portata avanti. La Regione, come il Consigliere Biancani saprà, è già intervenuta sia in bilancio con quote finanziarie dirette, che con eventuali fondi europei e sarà attenta anche a valutare questa opportunità che viene dalle celebrazioni rossiniane, quindi da questo punto di vista verificheremo la possibilità per poter intervenire compatibilmente con le risorse che possiamo mettere nel nostro bilancio ordinario.
Devo dire che il Ministero della cultura e dei beni culturali, il Mibact, ha dato un grande risalto ed una grande risposta sia nel valorizzare le celebrazioni rossiniane che in termini di finanziamenti in quanto, se non sbaglio, è stato erogato circa 1.000.000 di euro da parte del Ministero stesso.
Credo che per quello che riguarda i finanziamenti siano state date delle risposte importanti sia dal Governo, soprattutto dal Ministro Franceschini, che dalla Giunta Ceriscioli e in merito a questa ulteriore sollecitazione valuteremo come trovare le giuste risorse.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Sono soddisfatto della risposta dell’Assessore Pieroni, ribadisco il fatto che per l’intero territorio regionale queste tre celebrazioni sono una opportunità importante per essere visibili e per promuovere il nostro territorio regionale a livello mondiale.
Quindi grazie Assessore per l’impegno e la disponibilità che da sempre dimostra.

Interrogazione n. 547
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Attuazione della legge regionale 27/2017 ‘Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile’ e sulla partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali politico-amministrativi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 547 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. La legge regionale n. 27 del 7 agosto 2017 recante "Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile", all'articolo 1 prevede che la Regione Marche, in armonia con i principi costituzionali e nel rispetto delle competenze dello Stato, concorra allo sviluppo della ordinata e civile convivenza della comunità regionale, della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Per tali finalità, la Regione promuove un sistema integrato di sicurezza territoriale attraverso iniziative e progetti volti ad attuare politiche sociali, educative e culturali che mirano alla promozione della legalità.
Per il raggiungimento di tali scopi, in un'ottica di collaborazione e sussidiarietà, la Regione istituisce la Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile quale organo di consulenza e proposta alla Giunta regionale, nei cui confronti svolge attività conoscitive, propositive e consultive nelle politiche regionali finalizzate alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Inoltre la Consulta esercita anche funzioni di Osservatorio ed in particolare: effettua l'analisi della realtà regionale mediante ricerca, acquisizione, conservazione di dati attinenti il settore della legalità; mantiene un rapporto di costante consultazione con le organizzazioni di volontariato e le associazioni operanti nel settore dell'educazione alla legalità, della cittadinanza responsabile e del contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa, nonché con le scuole e le università, anche al fine di acquisire indicazioni propositive e sulle migliori pratiche; si rapporta con la rete degli sportelli antiusura presenti sul territorio regionale; formula proposte in merito al programma regionale per le politiche integrate per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile; collabora alla redazione della relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti della legge in parola, quindi una serie di competenze.
La Consulta è presieduta dal Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, ed è composta:
a) dal Presidente del Consiglio-Assemblea legislativa, o suo delegato;
b) da due Consiglieri indicati dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi assembleari, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza;
c) dal Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza;
d) dal Presidente del CORECOM o suo delegato;
e) da un rappresentante della Consulta regionale per la famiglia prevista dalla legge regionale n. 30/1998;
f) da un rappresentante per provincia designato dall'ANCI, un rappresentante designato dall'UPI, un rappresentante designato dal CREL, cinque esperti di qualificata e comprovata esperienza negli ambiti professionali, accademici e delle associazioni di volontariato, attinenti all'educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile.
Inoltre ai lavori della Consulta partecipano, in qualità di invitati permanenti: il rappresentante dell'Ufficio scolastico regionale, i rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro e quelli delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello regionale. Possono altresì essere invitati rappresentanti delle amministrazioni statali competenti nelle materie della giustizia e del contrasto alla criminalità.
In data 9 novembre 2017, questi Uffici hanno attivato le procedure per la designazione dei componenti della Consulta, in particolare sono state inviate le richieste agli Organi e Istituzioni indicati dalla l.r. n. 27/2017.
Sino alla data del 21 febbraio u.s., e dopo aver sollecitato le suddette designazioni, sono stati individuati come membri effettivi della Consulta la dott.ssa Marina Marozzi, individuata dal CREL, e il dott. Michele Altomeni, individuato dal Consiglio regionale del volontariato.
In data 21 febbraio u.s. l'Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Marche ha designato come membro la Vice Presidente dott.ssa Marika Di Prodi.
In data 22 febbraio u.s. la Conferenza dei presidenti dei gruppi assembleari ha individuato come membri i Consiglieri regionali Fabio Urbinati e Piergiorgio Fabbri, e come delegato del Presidente dell'Assemblea legislativa il Vice Presidente Renato Claudio Minardi.
Altre designazioni non risultano agli atti degli uffici che hanno redatto questa relazione.
Il comma 6, dell'articolo 3, della legge regionale n. 27/2017 prevede che la Consulta sia intesa costituita con la nomina della maggioranza dei suoi componenti: avendo pertanto raggiunto in questi ultimi giorni tale soglia di istituzione, allo stato attuale è in fase di predisposizione e approvazione la delibera di Giunta regionale che costituirà formalmente l'organismo consultivo in parola.
Mi dispiace Consigliere di averle letto tutta la parte preliminare che non avevo letto prima e che considero totalmente pleonastica perché lei quelle cose le sapeva e quindi probabilmente le interessa soltanto l’ultima parte che ho letto e che spero la soddisfino.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Come sa Vicepresidente è sempre un piacere ascoltarla, quindi va bene anche così. Va bene anche perché è molto importante la costituzione della Consulta e di fatto nella risposta si dà atto che proprio in questi giorni la Consulta si sta costituendo.
L’interrogazione voleva soltanto avere questa funzione di sollecito e sappiamo quanto è importante muoversi, e questo la nostra Regione lo fa con grande determinazione, su un piano di legalità e trasparenza, nel rispetto anche delle tradizioni democratiche. Questa Regione è sempre pronta al cambiamento, sempre pronta ad agevolare le fasi della partecipazione delle comunità civili, quindi grazie non solo per quello che si sta facendo, ma grazie perché questi provvedimenti ci pongono su un piano avanzato di una democrazia responsabile, una cittadinanza responsabile e di una democrazia matura. Grazie.

Interrogazione n. 549
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Difesa da inquinamento da idrocarburi e attuazione della legge regionale n. 2 del 24 febbraio 2014”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 549 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Quanto previsto all'articolo 2 (Collaborazione tra la Regione e le Autorità marittime) è stato attuato mediante partecipazione ad esercitazioni varie a terra e in mare, su simulazioni di intervento contro l'inquinamento causato da incidenti marini.
Quanto previsto all'articolo 3 (Monitoraggio della costa) è stato attuato individuando sul territorio costiero regionale alcuni siti per il monitoraggio, in cui sono stati installati appositi sensori.
Quanto previsto all'articolo 4 (Pianificazione della gestione delle emergenze in caso di crisi costiera), comma 1, è stato attuato fornendo la collaborazione del competente ufficio regionale agli enti locali, per la preparazioni dei piani di loro competenza e sollecitando quelli che ancora non avevano provveduto; quanto previsto al comma 2 era stato già stato attuato con la delibera di Giunta regionale 832 dell'11 giugno 2012 e con la delibera di Giunta regionale 1350 del 30 settembre 2013.
Quanto previsto dall'articolo 6 (Rete di allertamento marino e costiero) è stato attuato non solo mediante la realizzazione dei punti di monitoraggio già riferiti, ma anche dotando personale navigante volontario (pescatori professionisti e diportisti), che frequentano l'Adriatico, di apparati di telefonia mobile, opportunamente modificati per la trasmissione di immagini georeferenziate e le segnalazioni pervengono nella sala di controllo installata presso l'ufficio competente.
Quanto all'articolo 7 (Sistema di previsione degli spiaggiamenti), è stato predisposto, in collaborazione con l'Università politecnica delle Marche (Dipartimento Scienze della Vita e dell'Ambiente) un modello predittivo della deriva delle macchie di inquinamento e dei corpi solidi, avente un preavviso di 72 ore, che si basa su un apposito modello oceanografico.
Quanto all'articolo 8 (Attività di informazione e formazione per la gestione degli spiaggiamenti), sono stati organizzati alcuni corsi, rivolti a personale tecnico dei comuni costieri e a personale delle organizzazioni di volontariato, finalizzati all'esecuzione degli interventi antinquinamento in zona costiera.
Quanto all'articolo 9 (Accordi per il miglioramento della tutela dell'ambiente costiero dagli inquinamenti) sono stati presi accordi con alcuni Comuni costieri, per la installazione di apparati di monitoraggio (Ancona, Civitanova Marche, Falconara Marittima, Pedaso, Senigallia) e per la gestione delle panne antinquinamento (Ancona, Massignano, Numana, Senigallia).
Quanto all'articolo 10 (Disposizioni di attuazione) si dà risposta, nel seguito, all'apposita domanda.
La legge regionale 2/2014 è stata rifinanziata, con legge regionale 29 dicembre 2017 n. 40 "Bilancio di previsione 2018/2020", per un totale complessivo, per l'annualità 2018, di 47.950 euro e, per l'annualità 2019, di 99.000 euro.
L'ufficio ha già presentato al Servizio competente la proposta di delibera di Giunta regionale per la definitiva operatività del sistema di videosorveglianza costiera mediante videocamere.
Inoltre ha preparato la proposta di delibera di Giunta regionale per la definitiva operatività del sistema di rilevamento del segnale AIS. Infine sta valutando le condizioni per l'impiego operativo dei sistemi radar.
Parte del personale dell'ufficio si è già formato, anche mediante corsi all'estero, durante l'attuazione di progetti comunitari. Negli anni scorsi sono stati organizzati alcuni corsi, rivolti a personale tecnico dei comuni costieri e a personale delle organizzazioni di volontariato, finalizzati all'esecuzione degli interventi antinquinamento in zona costiera.
Sulla piena operatività della sala di controllo, di cui l'ufficio è già dotato, è stata già predisposta una proposta di delibera di Giunta regionale, riguardante anche il sistema di previsione degli spiaggiamenti, che sarà inviata appena perfezionati alcuni adempimenti contabili.
L'ufficio si è già dotato di sistema di previsione degli spiaggiamenti, per la cui piena operatività è già stata predisposta ulteriore proposta di delibera di Giunta regionale.
In attuazione di tale delibera di Giunta regionale alcuni pescatori professionali, che navigano in Adriatico, come già detto sono stati dotati di apparati di telefonia mobile appositamente modificati per la trasmissione di immagini georeferenziate; costoro, a titolo volontario, inviano immagini di macchie di inquinamento, di oggetti galleggianti pericolosi per la navigazione, di eventuali incidenti marini e di altre situazioni pericolose. Dopo una prima valutazione presso la sala di controllo, di cui l'ufficio è già dotato, le segnalazioni ritenute significative vengono inviate all'Autorità Marittima, e ad altri enti competenti.
A seguito di delibera di Giunta regionale 1000 del 4 settembre 2017 è stata già rinnovata la Convenzione con il Comune di Falconara Marittima, che consente la disponibilità di ambienti per la tenuta di corsi di formazione e di locali per il deposito di materiale da utilizzare negli interventi di emergenza.
L'ufficio intende proporre il rinnovo delle convenzioni scadute o in scadenza, con gli opportuni miglioramenti suggeriti dall'esperienza, ed in relazione alle risorse finanziarie disponibili, al fine di disporre di ambienti e di siti per il monitoraggio ed il deposito di materiali per gli interventi antinquinamento e per implementare il sistema di previsione e di allarme.
La Posizione di Funzione Tutela del mare e sanzioni amministrative ha due settori di attività.
A) Si occupa di tutela del mare, in attuazione della legge 31 dicembre 1982, n. 979 "Disposizioni per la difesa del mare", in attuazione del "Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti da idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini", approvato con DPCM del 4 novembre 2010, e in attuazione della legge regionale 24 febbraio 2014, n. 2 "Sistema regionale per la difesa dall'inquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini". Si tratta di materia attinente alla protezione civile.
B) Esercita le funzioni di competenza regionale di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, o di archiviazione delle procedure sanzionatorie, relative a illeciti amministrativi riguardanti le materie di competenza del Servizio tutela, Gestione e assetto del territorio. Tale materia è dunque di stretta competenza del Servizio tutela, gestione e assetto del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Mi reputo soddisfatto con riserva perché ha elencato tutte le attività che sono in corso da parte della Regione per rendere operativo questo servizio di emergenza, noi dobbiamo considerare che il mare Adriatico è un eco sistema complesso, è un mare praticamente chiuso, il traffico potenzialmente pericoloso è molto elevato e noi abbiamo la raffineria a Falconara che è un punto critico da monitorare con attenzione.
Quindi è necessario che i punti di monitoraggio siano effettivamente funzionanti, che il personale sia addestrato periodicamente per essere pronto in qualsiasi momento in maniera effettiva e in accordo con gli altri enti a gestire una eventuale emergenza, sollecito le proposte di delibere, di cui ero a conoscenza, ne sollecito l’emanazione in modo da dare tranquillità anche agli addetti all’ufficio ed agli altri enti sulla completa operatività del discorso, compreso giustamente il buon coinvolgimento dei pescatori che con questo sistema, navigando per il loro lavoro tutti i giorni, riescono eventualmente a segnalare in tempo.
Sul rifinanziamento della normativa speriamo che i soldi stanziati siano sufficienti, lei ha detto che sono stati stanziati per il 2018 47.000 euro e per il 2019 99.000 euro, ci sono delle attrezzature, da quello che so io, che vanno riaggiornate.
Vigileremo sul fatto che il gruppo sia addestrato e sia pronto all’operatività perché altrimenti sprechiamo i soldi e quando disgraziatamente sarà necessario intervenire non vorremmo che si faccia un buco nell’acqua.

Interrogazione n. 551
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Criticità del fiume Potenza in territorio di Porto Recanati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 551 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. La riduzione del rischio idraulico per le aree del Comune di Porto Recanati prossime al Fiume Potenza, nel tratto compreso tra la foce a mare ed il confine comunale con Recanati e Potenza Picena è sicuramente una priorità per la Regione.
Al proposito si segnala che sono già stati trasmessi, per individuare l'impresa affidataria, alla SUA Regione Marche e alla SUA Ascoli i lavori relativi agli interventi per il ripristino argini erosioni spondali e officiosità idraulica a monte della traversa Astea nei Comuni di Macerata e Montecassiano per 85.000 euro e interventi urgenti nei comuni di Recanati e Potenza Picena importo progetto 155.000 euro, rispettivamente in località San Leonardo e San Firmano, questa gara la sta facendo la stazione unica appaltante di Ascoli, era un intervento da anni programmato e mai realizzato siamo arrivati al finanziamento, la gara si sta facendo, credo che appena espletata nel prossimo mese di maggio potranno partire i lavori.
I restanti lavori idraulici necessari sono stati inseriti come prioritari nel progetto dell'intervento di riduzione del rischio idraulico nell'ambito del terzo atto integrativo dell'Accordo di Programma del 25 novembre 2010, tra Regione Marche e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico per un importo complessivo di 1.200.000 euro, sulla base della stima di costo effettuata con il progetto di fattibilità tecnico-economica denominato “Riduzione del rischio idraulico del fiume Potenza nel tratto dalla foce a Villa Potenza di Macerata”.
Le strutture regionali competenti stanno predisponendo il progetto definitivo, in attuazione del progetto di fattibilità tecnico ed economico approvato prioritariamente, per il tratto del fiume Potenza in Comune di Porto Recanati denominato tratto 1 (intervento prioritario) e esteso dalla foce a mare sino alla località "Molino dei gatti" in Comune di Potenza Picena.
Un cronoprogramma definito delle fasi di progettazione ed esecuzione dei lavori, tuttavia, potrà essere delineato solo in fase di progettazione esecutiva.
La procedura di aggiudicazione lavori e ogni altra attività che comporti impegno di spesa, comprese eventuali approfondimenti specialistici necessari per completare la progettazione, potranno espletarsi solo a seguito della disponibilità delle risorse finanziarie necessarie all'attuazione dell'Accordo di Programma, che si realizzerà all'atto del trasferimento delle stesse dal Ministero alla contabilità speciale in disponibilità del Commissario delegato e del soggetto attuatore che potrà avvenire, con buona probabilità, nel giro di un mese o due, dopo di che prenderà avvio l'iter per l'affidamento dei lavori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. La ringrazio Assessore per la risposta sono parzialmente soddisfatta, ovviamente il fatto che questo intervento fosse delineato come prioritario, come riportato nella interrogazione, viene avallato e riportato anche dalle sue parole. Era già negli atti e questa mia richiesta voleva dare priorità ed una traduzione in termini certi visto che purtroppo la situazione nel corso degli anni ha avuto delle criticità e delle emergenze in più di una occasione e proprio per questa emergenza e per questa urgenza sottolineata anche dagli atti della Regione ci avrebbe fatto piacere dare delle risposte più esaustive alla popolazione che contenessero effettivamente un cronoprogramma.
Quindi non sono soddisfatta nell’ottica in cui questo cronoprogramma potrà essere realizzato solo dopo la progettazione esecutiva che ancora non è stata fatta. Prendo il dato positivo che mi ha dato alla fine di questo suo intervento e cioè che le risorse dovrebbero essere trasferite fra circa un mese nelle casse della Regione e quindi si potrà procedere.
Continuerò a vigilare ed a prestare attenzione alla tempistica di questo intervento che è molto importante per il nostro territorio. Grazie.

Mozione n. 266
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Esenzione dal pagamento della quota di accesso e di compartecipazione della spesa sanitaria per gli appartenenti alle Forze di Polizia, Arma dei Carabinieri, Forze Armate e Vigili del Fuoco”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 266 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. L’articolo 8, comma 16, della legge 24 dicembre 1993 definisce le condizioni di esenzione per reddito dalla compartecipazione alla spesa sanitaria.
Il decreto ministeriale del 17 marzo 2008 del Ministero dell’Economia e Finanze, di concerto col Ministero della Salute, prevede la codifica nazionale delle condizioni di esenzione della partecipazione del cittadino alla spesa sanitaria.
Le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso ospedaliero, non seguite da ricovero, la cui condizione è stata codificata come codice bianco, hanno una quota fissa di pagamento di 25 euro.
Le prestazioni di pronto soccorso non soggette al pagamento del ticket sono quelle alle quali segue un ricovero ospedaliero e quelle che richiedono osservazione temporanea in pronto soccorso.
Nella nostra Regione, i codici bianchi non seguiti da ricovero comportano il pagamento di questi 25 euro per la visita effettuata dal medico di pronto soccorso, oltre ad un’ulteriore spesa nel caso in cui, oltre alla visita in pronto soccorso, vengano erogate ulteriori prestazioni diagnostiche di laboratorio, strumentali o terapeutiche.
Alcune condizioni personali e sociali, associate a determinate situazioni reddituali, danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e sulle altre prestazioni specialistiche ambulatoriali.
Da questi tipi di esenzione, ad esempio legate all’età o legate alla condizione reddituale, sono altresì esentati dal pagamento i lavoratori che ricevono una prestazione in seguito ad un infortunio sul lavoro perché godono della copertura Inail.
Con riferimento a questa esenzione, tuttavia, sono esclusi i soggetti che appartengono alle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare, l’Arma dei Carabinieri, le Forze Armate e i Vigili del Fuoco, classificati con codice bianco in seguito agli infortuni sul lavoro, poiché gli stessi non godono di copertura assicurativa da parte dell’Inail.
La Regione Marche con delibera n. 1075 del 30 luglio 2008, ha recepito la codifica nazionale delle “condizioni di esenzione dalla partecipazione alla spesa” con relativo allegato A nel quale non sono ricompresi gli appartenenti alle Forze di Polizia, Arma dei Carabinieri, Forze Armate e Vigili del Fuoco.
Considerato che alcune Regioni hanno deliberato in materia, stabilendo che le prestazioni di pronto soccorso, erogate a seguito di infortunio sul lavoro subìto da soggetti appartenenti alle Forze dell’Ordine ad ordinamento civile e militare, Arma dei Carabinieri, Forze Armate e Vigili del Fuoco, che non godono di copertura assicurativa Inail, non siano assoggettate al pagamento della quota di accesso alla compartecipazione della spesa tenuto conto anche che i soggetti appartenenti alle categorie escluse, a causa della mancata copertura assicurativa Inail, si trovano nella situazione di non essere esentati dalle spese sanitarie conseguenti ad un infortunio sul lavoro, pensiamo alle forze di polizia magari assaltate durante un corteo mentre fanno ordine pubblico o ad altre tipologie di interventi fatti ovviamente nella direzione della tutela dei cittadini, questa differenza di trattamento non risulta a parer mio ragionevole, in quanto questi soggetti si trovano a rischiare la vita e l’incolumità per garantire la pubblica sicurezza.
Pertanto con questa mozione chiedo all’Assessore competente ed alla Giunta di impegnarsi per attivarsi al fine di prevedere il non assoggettamento al pagamento della quota di accesso e della compartecipazione alla spesa sanitaria in favore dei soggetti appartenenti alle Forze dell’Ordine ad ordinamento civile e militare, Arma dei Carabinieri, Forze Armate e Vigili del Fuoco, che non godono della copertura assicurativa Inail. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Per aderire alla proposta di estendere la non compartecipazione per i codici bianchi per le forze di polizia e dell’ordine. Altre Regioni in questa direzione hanno già normato, penso al Veneto ed alla Toscana.
I codici bianchi sono uno dei problemi dei pronto soccorso non solo perché li intasano, ma perché c’è anche un problema di riscossione di questi benedetti codici bianchi. Quindi approfitto nell’esprimere un parere favorevole alla mozione, per invitare la Giunta a un maggior controllo sui codici bianchi perché spesso queste prestazioni non vengono immediatamente incassate, specialmente quelle che avvengono di notte quando i servizi amministrativi sono chiusi, quindi devono essere fatti dei controlli più accurati per avere il ritorno di queste somme che sono di una certa consistenza.
Rispetto al problema, credo che si possa aderire perché se uno si infortuna sul lavoro, che in questo caso può essere di diversi tipi, non solo nelle sommosse, ma anche in altre situazioni, è giusto che quel tipo di prestazione di pronto soccorso, quei 25 euro di quel codice bianco, sia esentata come tutti i lavoratori che hanno l’Inail come copertura assicurativa.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 266. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 278
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni
“Eredità finalizzata al progetto di ricerca in ambito oncologico”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 278 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mozione è in riferimento alle donazioni.
Credo che sia un problema di normativa, è una cosa che va regolamentata e questa mozione è relativa ai lasciti per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, dove c’è un’ombra sulle disposizioni di legge, questo è quanto, chi vuole l’approvi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 278. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 295
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Nuovo Piano socio sanitario triennale della Regione Marche anni 2017-2019”

Interrogazione n. 520
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Trasmissione al Consiglio regionale delle relazioni sullo stato di attuazione e sugli effetti del piano socio-sanitario relative agli anni 2015 e 2016”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 295 e l’interrogazione n. 520 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.


Anna CASINI. Grazie Presidente. Punto 1) Il nuovo piano sanitario verrà redatto entro l’anno in particolare è stato dato mandato al Dirigente del Servizio sanità nell’ambito del Piano delle performance dell’anno 2018, di redigere una bozza a seguito di una prima consultazione con gli stakeholder regionali e per area vasta entro il 30 giugno 2018.
Il piano sarà centrato sullo sviluppo del territorio nelle forme di presa in carico precoce delle fragilità sia per mantenere lo stato di benessere evitando che si creino problemi di salute, sia per i cittadini che manifestano patologie a seguito di un primo ricovero per acuzie.
Il piano conterrà delle elaborazioni statistiche dettagliate sullo stato di salute della popolazione della regione.
Punto 2 - Ospedale Unico marche Nord. Il nuovo ospedale consentirà nel rispetto del decreto ministeriale 70/2015 di migliorare la qualità assistenziale concentrando le attività ed evitando inutili e inefficienti duplicazioni.
Punto 3 - Progetto dettagliato. Sono in fase di deliberazione nuovi manuali di autorizzazione che prevedono un innalzamento dei requisiti strutturali, impiantistici e tecnologici ed organizzativi cui tutti gli erogatori pubblici e privati convenzionati dovranno attenersi.
Punto 5 - Escludere il ricorso alla finanza di progetto e ad altri strumenti quali il leasing per la realizzazione di edilizia ospedaliera. Gli strumenti consentiti dalle leggi di settore verranno tutti presi in considerazione caso per caso prima di procedere.
Rispetto all’interrogazione sono le cose che ho già detto prima, mi dicono che dovrei aver soddisfatto anche le domande che aveva fatto nell’interrogazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione e per replica all’interrogazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Assessore Casini lei mi ha risposto con degli appunti ai punti del dispositivo della mozione e non mi ha risposto all’unico punto dell’interrogazione. Bisogna prepararsi, bisogna studiare, questa è una brutta figura.
Riprendiamo perché sulla sanità siete allo sbando. Piano sanitario, la legge regionale del 96 n. 26 dice che all’articolo 31, comma 5) il piano sanitario regionale ha durata triennale e può essere aggiornato annualmente, questo per dire con quale attenzione la Giunta e il Consiglio devono agire sulla sanità.
Il successivo comma 7) dell’articolo 31 della legge 26 del 96 recita “la Giunta regionale entro il 30 settembre presenta annualmente al Consiglio regionale una relazione generale sulla gestione ed efficienza dei servizi sanitari, sullo stato di salute della popolazione, sullo stato di attuazione del piano sanitario regionale, sull’andamento della spesa sanitaria e sull’attività dei servizi e presidi della Regione che evidenzi il grado di raggiungimento degli obiettivi”. Ogni anno l’Assemblea deve avere questi dati sul tavolo.
Il comma 4, dell’articolo 2 della legge 26 prevede che la Giunta trasmetta annualmente una relazione sui risultati conseguiti in riferimento agli obiettivi fissati dal piano sanitario regionale e sull’attività di vigilanza svolta,accompagnata da una analisi del rapporto tra i costi dei servizi e i relativi benefici.
Da quando ci siamo insediati questi dati non li abbiamo mai avuti, interrogazione mia del 7 novembre 2017, in cui riprendo una precedente mia interrogazione del 4 marzo 2016.
Due anni fa con l’interrogazione n. 134 chiedevo di avere questa relazione annuale in cui doveva esserci l’efficacia, l’efficienza, i costi, i dati statistici della popolazione. Cosa mi è stato risposto a questa interrogazione sette mesi dopo, no 20 giorni come da regolamento? Mi avete risposto che le relazioni, che dicono se è efficace il piano sanitario 2011/2014, relative agli anni 2012/2013/2014 non sono mai state consegnate, la relazione relativa all’anno 2015, c’è scritto nella risposta alla mia interrogazione, che verrà consegnata indicativamente il 10 settembre 2016. Questa risposta mi è stata data in Aula il 24 ottobre 2016, questo per dire come lavorate.
Ogni febbraio di ogni anno ci dovete dare la relazione per vedere come la sanità funziona nelle Marche, siamo nel 2018 e dal 2012 non ci avete dato uno straccio di dato. Vergogna!
Detto questo per dire come state gestendo la sanità a colpi di delibere in barba alla legge, è per questo che avete dimezzato i voti, siete scollegati dal territorio e la gente nell’entroterra muore, i pronto soccorso sono chiusi.
Considerato lo scempio che state facendo sui territori a livello sanitario, considerato che il piano sanitario rappresenta il principale strumento di definizione degli obiettivi di salute e di politica sanitaria, nonché un documento per la definizione di standard dei servizi che garantiscono omogeneità di trattamento dei cittadini su tutto il territorio regionale compreso l’entroterra, dove avete chiuso 13 strutture, la programmazione sanitaria regionale deve avvenire con l’approvazione del piano che è scaduto dal 2014, nell’ambito dell’Assemblea legislativa le diverse forze politiche devono presentare la loro discussione ai documenti annuali che non avete mai prodotto. State modificando la sanità senza dati, senza la trasparenza nei territori per poter dire quali sono effettivamente i bisogni di ogni territorio, bacino di utenza delle strutture che avete massacrato.
Il Ministero della salute, parliamo di un piano che è scaduto dal 2011 al 2014, il 23 settembre 2016 ha pubblicato l’atto di indirizzo per l’anno 2017 indicando tra l’altro gli obiettivi strategici della politica sanitaria del prossimo triennio, e questa cosa non si sa se è stata verificata preventivamente da un piano sanitario che è scaduto da 4 anni.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 sono stati definiti e aggiornati i livelli essenziali di assistenza (LEA) e non sappiamo se nel piano sanitario che voi tentate ancora di tenere, ed il prossimo dite che sarà a maggio, e noi siamo pronti da mesi, da anni, a discuterne sui territori; le aree vaste sono state convocate ed il Sindaco Gambini di Urbino anche l’ultima volta ha recepito una nostra mozione per convocare l’area vasta e discutere con i territori del nuovo piano sanitario, voi in barba a tutto avete continuato a fare le delibere che hanno massacrato i servizi.
Noi chiediamo l’applicazione della normativa che a livello regionale ci siamo dati; chiediamo di fare un nuovo piano socio-sanitario sulla base di dati certi e analisi approfondite come la relazione annuale che dovevate produrre, la precedente Giunta e voi, e non avete mai prodotto; chiediamo di non sprecare i soldi in un ospedale unico perché ci serve riattivare le strutture sui territori; chiediamo una sanità non solo ospedalizzata ma una sanità che consenta alle famiglie di gestire l’anzianità con correttezza all’interno delle aree disagiate, che sono quelle interne, e sappiamo com’è la viabilità, in questi giorni dopo mezzo metro di neve le scuole sono state chiuse da tutte le parti; chiediamo di ristrutturare ed adeguare le strutture esistenti invece di cancellarle; chiediamo una consultazione preventiva delle comunità coinvolte compresa nella sede di Area vasta, che si deve poter esprimere perché è il collegio dei Sindaci della zona; vogliamo escludere gli eventuali strumenti finanziari, come il project financing o il leasing, che al nord Italia hanno massacrato le istituzioni pubbliche ripagando del doppio e del triplo i costi effettivi.
Questa mozione è una mozione politica, il fatto che il Presidente Ceriscioli non ci sia neanche oggi è l’ennesima vergogna, chiedo al Consiglio di assumersi la responsabilità nel bocciare una mozione che chiede di salvare la sanità pubblica, una mozione che chiede di applicare la normativa regionale. Bocciatela!

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Consigliere Fabbri, io le ho fatto fare tutto questo intervento accalorato perché mi sono scordata di dire che le relazioni degli anni 2015 e 2016 sono state consegnate agli uffici dell’Assemblea legislativa, quindi saranno arrivate, immagino, questa è l’Assemblea legislativa.
Detto questo mi scuso con lei perché le potevo evitare questa arrabbiatura essendo state inviate le relazioni sugli anni 2015 e 2016.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che questa mozione presentata dal Consigliere Fabbri faccia discutere l’Aula, è una cosa molto interessante perché chiede che quest’Aula impegni la Giunta, in modo particolare l’Assessore alla sanità, per quanto riguarda il piano triennale socio-sanitario.
La domanda che si pone il Consigliere Zaffiri come comune cittadino di questa regione Marche è : come si fa a governare la sanità senza un piano? La risposta è questa: il piano purtroppo non c’è e non credo che sia nemmeno in embrione, credo che la progettualità, il progetto della Regione, dell’esecutivo, della Giunta, non ci sia. Ma allora di quale film stiamo parlando?
Non vediamo niente, fra l’altro continuiamo a vedere un Presidente di Regione che gestisce l’Assessorato alla sanità, l’Assessorato alla sanità è una cosa che impegna, perché quotidianamente ci sono da dare delle risposte, così è! Le persone normali così affrontano il problema, non è possibile che queste risposte per quanto riguarda la sanità provengono dallo staff del Presidente, è così purtroppo! La quotidianità, si perché dirigenti della sanità vengono ricevuti dalla segreteria del Presidente, questi sono i fatti, poi se uno li chiama ed ha il coraggio di dire che i fatti sono così voi non vi potete lamentare e dire che è un’altra cosa! Non è un’altra cosa!
Qui siamo sul servizio sanitario, siamo su una cosa che interessa la comunità marchigiana, interessa l’entroterra ed interessa anche la costa, cioè non si possono dare delle risposte tipo: “faremo gli ospedali”, sono due anni e mezzo che sentiamo dire queste cose e la sanità? Quando la guardiamo? A chi la diamo? Soltanto a De Benedetti o a chi gestisce una gran parte del servizio riabilitativo di questa Regione Marche? Questa è la strategia?
Ecco perché noi vogliamo capire qual è la strategia e dal piano socio-sanitario la si capisce, qui invece vivete alla giornata! Un servizio così importante non interessa soltanto l’80% del bilancio della Regione, interessa 1.500.000 marchigiani e le cose non vanno bene, non vanno bene, perché abbiamo lunghe liste d’attesa, mancano le assunzioni. Lo sapete che mancano le assunzioni? Non lo dice la Lega, lo dicono i sindacati, Cgil, Cisl e Uil. Manca una progettualità, è inutile che dite i numeri, quali numeri? Quelli del Presidente! Siccome non sono veri bisogna prenderli con attenzione.
Noi crediamo che la progettualità del piano sia importante per dare servizi alle persone, a voi, all’esecutivo, non interessa al punto tale che il Presidente tiene ad interim la Presidenza e l’Assessorato, questa è la dimostrazione di quanto a questa maggioranza interessa il servizio sanitario! Se gli interessava ci avrebbe messo fisicamente un Assessore, a meno che il Presidente non sia Mandrake – e non mi sembra che lo sia – e riesca a fare il Presidente e l’Assessore, ma ha impegni istituzionali in qualità di Presidente ed ha gli stessi impegni istituzionali che ha una grande Regione, anche se è piccola, e non mi si dica che riesce a coprire anche lo spazio della sanità.
E’ troppo facile dire ai dirigenti: “Poi vi peserò per vedere se avete svolto il vostro ruolo”, perché in quest’Aula ho ascoltato queste considerazioni dell’Assessore, non è così che si governa un Assessorato importante come quello della sanità, c’è la salute di mezzo, bisogna dare delle risposte che non ci sono, si preferisce scrivere qualcosa su un pezzo di carta, su una cartina della regione Marche: “Qui chiudiamo, qui chiudiamo, qui chiudiamo”. Che razza di roba è?
Credo che questa maggioranza debba assolutamente cambiare rotta rispetto ai primi due anni e mezzo di nulla per dare una risposta al popolo marchigiano - no a Zaffiri o alla Lega - che ha bisogno di questo servizio estremamente importante.
Penso che la mozione vada in questo senso, questo Consiglio deve avere il coraggio di approvarla come linea di indirizzo per l’esecutivo, se l’esecutivo già ce l’ha dentro il suo corpo e la sta predisponendo bene, altrimenti se non la sta predisponendo è un elemento politico affinché la Giunta e l’Assessore procedano in questo senso.
Un piano socio-sanitario è indispensabile, fra l’altro farebbe parte dei due anni e mezzo del futuro programma di questo esecutivo per produrre almeno un progetto, un’idea di come fare i servizi e se non produce nemmeno questo noi della Lega, come facciamo da tempo, evidenziamo il “nulla” del Presidente. E questa è la conferma del “nulla” del Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Questo benedetto 4 marzo 2018 sta facendo dei danni perché trasforma le persone, il mite e colloquiante Consigliere Fabbri che conoscevo si è trasformato in un arringatore di folle, in un arcigno capo popolo, comincio ad essere preoccupato da questo, al di là dei voti e al di là delle dimensioni della sconfitta che ci riguarda, proprio perché entra nel carattere delle persone e questa cosa può essere preoccupante.
Ma bando a questo, quando ho letto la mozione, su indicazione del mio capogruppo, perché io sono una persona molto ligia e rispettosa delle gerarchie, ho visto che parlava del nuovo piano socio-sanitario e mi sono detto: “Bene, è un problema serio ed importante!” Tutti sappiamo che il piano socio sanitario è scaduto ormai da diversi anni, scadeva nel 2014, anzi un piano sanitario non scade fino a che non se ne fa un altro, è ancora in vigore quello vecchio che mantiene tutto il suo valore, datato, ma ce l’ha.
Tra l’altro questo problema del piano socio-sanitario non solo sta a cuore al Consigliere Fabbri, ma penso debba stare a cuore a tutto il Consiglio perché è lo strumento più importante, programmatorio, dell’attività socio-sanitaria che è appunto la materia di pertinenza regionale.
Io stesso, a conclusione di un’assemblea dei Sindaci dell’Area Vasta, non so se l’ultima, ma se non è l’ultima è la penultima, sono andato a sostituire il Presidente e di fronte a delle richieste molto forti che venivano dai Sindaci, che venivano dai territori, che venivano dal sindacato, che ha presentato un documento molto dettagliato e molto articolato che al primo punto chiedeva l’avvio della discussione del nuovo piano socio-sanitario, sono intervenuto a conclusione di quella assemblea facendo un’apertura in questo senso, facendo proprie quelle richieste per l’importanza che ha il piano socio-sanitario, tant’è che un risultato c’è già stato perché, come prima ci diceva il Vicepresidente, è stato dato mandato al servizio salute da parte del Presidente di avviare la discussione sul piano, tra l’altro con quelle caratteristiche che ci diceva prima il Presidente, quindi la fragilità, l’anziano, le emergenze socio-sanitarie.
Sono già state fatte alcune riunioni, la prima con il sindacato, perché tra l’altro come il Consigliere dice nella mozione, ed io l’apprezzo e l’approvo, è il metodo con cui un piano socio-sanitario deve essere fatto che non può essere, come magari è stato in passato, un copia incolla di piani socio-sanitari che provenivano magari da altre Regioni, perché in passato è successo questo, ma un piano socio-sanitario vero che sappia interpretare le necessità, i bisogni assistenziali delle popolazioni, non può che essere un piano socio-sanitario condiviso, significa quindi che bisogna parlare con chi è sul campo, non solo con le sigle sindacali, parlare con le conferenze dei Sindaci, con i Sindaci, parlare con gli stakeholder, con i professionisti, parlare con il ricco mondo del volontariato che in ambito sanitario è di grande valore e di grande importanza. Il metodo è quello che indicava nella mozione il Consigliere Fabbri e che io sottoscrivo ed è quello che molto probabilmente dovremo seguire.
Se la mozione si fosse fermata al piano socio-sanitario avrei invitato il gruppo e la maggioranza ad un “si” convinto, ma la mozione poi introduce tutta una serie di altri elementi sui quali siamo intervenuti in quest’Aula tante volte, su scelte che comunque sono state fatte, dall’ospedale unico all’applicazione del decreto ministeriale n. 70, le cose che ci siamo detti qui tante volte.
Per cui è chiaro che una mozione che introduce elementi che riguardano lo scibile del sistema sanitario della nostra regione non possa ricevere un voto favorevole, ma poi questo sarà il nostro capogruppo, nella dichiarazione di voto, ad esplicitarlo in maniera più corretta.
L’adesione alla richiesta del piano socio-sanitario, il Consigliere Giancarli in una delle ultime Commissioni ha chiesto che il Servizio salute venisse e iniziasse a parlare anche con la Commissione, che si avviasse una discussione sul piano anche in Commissione. Quindi su questo tema, su questo aspetto credo che potremo nei prossimi mesi cimentarci come Consiglieri non solo della IV Commissione ma anche come Consiglieri regionali e avviare quella fase di confronto con i soggetti di cui prima parlavo.
Questo invito lo accogliamo, ma la mozione entra in altri aspetti sui quali abbiamo parlato tante volte e sui quali ci siamo divisi perché diversa è la nostra visione …, però una cosa la voglio dire in quanto ha fatto un passaggio che riguardava le necessità dell’anziano, del cronico, ma l’anziano ed il cronico più di ospedalità hanno bisogno di altri tipi di servizi, poi ho scoperto che Chiaravalle fa parte dell’entroterra perché abbiamo trasformato 13 ospedali dell’entroterra e siccome abbiamo trasformato anche quello di Chiaravalle, anche Chiaravalle fa parte dell’entroterra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Inizio, se mi permettete, con una premessa che rivolgo alla Vicepresidente Casini, con molta tranquillità mi permetto di darle un consiglio, poi veda lei se è il caso di accettarlo o meno.
Non è la prima volta che la sento rispondere ai punti del dispositivo di una mozione. C’è una mozione e prima della discussione della mozione lei legge una risposta che risponde a quei punti, questa cosa è sgradevole, glielo dico perché le risposte vanno date alle interrogazioni, sull’impegno della mozione bisognerebbe aprire, credo, una discussione e confrontarsi su questo.
Glielo dico in amicizia, lei faccia come crede, se vuol continuare a rispondere all’impegno come è successo stamattina, però non mi sembra …, anche se non sono sue la consigliano male! Per questo mi permetto di fare questa osservazione.
Detto questo faccio un duplice appello, alla maggioranza dico che sul primo punto mi trovo molto d’accordo con l’intervento del Consigliere Volpini, lo condivido quasi totalmente, e dico al Consigliere Fabbri che se la mozione avesse trattato solo il piano socio-sanitario sarebbe stata dal mio punto di vista non solo accoglibile, ma votabile all’unanimità. L’appello che faccio alla maggioranza è questo: primo, il piano socio-sanitario è un dovere perché c’è una legge che lo impone, secondo, è un diritto dei Consiglieri e dei cittadini marchigiani averlo, terzo, non credo che questo piano socio-sanitario sarà scritto dai politici, ma saranno supportati dai tecnici, e siccome i tecnici, i dirigenti del servizio sanità, sono quelli più pagati in assoluto della pubblica amministrazione, non credo che sia vostro interesse arrivare qui in Aula senza le risposte, senza un piano socio-sanitario. Alzateli dalla sedia! Perché queste cose vanno fatte e vanno fatte con urgenza, vanno fatte tutti gli anni come prevede la legge, vanno aggiornate annualmente entro il 30 settembre e le relazioni vanno fatte ogni anno.
Siccome questa cosa non la deve fare la politica, ma la politica supportata dai tecnici, che sono pagati profumatamente per fare queste cose, credo che sia giusto e doveroso che il piano socio-sanitario venga fatto. Quindi recuperiamo al più presto il tempo perduto.
Poi nella mozione sono stati inseriti altri punti che non ci “azzeccano niente”, come diceva Di Pietro, con tutto il resto. Sinceramente qui si potrebbe aprire una discussione, non voglio entrare sul discorso dell’ospedale unico o meno, però una cosa la voglio dire, sinceramente dopo due anni e mezzo e dopo aver visto, affrontato ed approfondito diversi temi vorrei fare questa riflessione - dico quello che ho sempre detto, magari adesso lo dico con più consapevolezza - sarebbe bello avere nei territori cinque ospedali come Torrette, uno per ogni provincia, non chiamiamolo ospedale unico, chiamiamolo nuovo ospedale, un ospedale come Torrette per ogni provincia, sarebbe bello, ad una condizione però, che è quella che ho detto sempre, che i servizi sanitari essenziali siano garantiti, e per essenziali intendo il punto di primo intervento, gli ambulatori, le lungo degenze, l’ambulanza che in tempi stretti e rapidi va a prendere la persona anche nel paesino di montagna più lontano. Se i servizi essenziali fossero garantiti, avere un ospedale per provincia, dove quando uno entra con un problema trova tutte le specialistiche e che in caso di complicanze possono interagire, possono essere necessarie diverse specializzazioni per risolvere il problema sanitario di quella persona, avere cinque Torrette non sarebbe sbagliato. Ripeto, a patto che le premesse siano soddisfatte.
Ritengo che questa mozione non sia dal mio punto di vista accoglibile perché non condivido quello che è stato inserito con forza alla fine, andrebbe affrontato diversamente non solo con mozioni ma con leggi specifiche, mentre condivido appieno, ripeto, il primo punto.
Quindi sul primo punto rinnovo l’invito alla maggioranza a recuperare il tempo perduto, sugli altri punti ho espresso la mia opinione condizionata alle premesse che ho detto per cui non voterò questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Si è aperta una discussione su un tema centrale, il tema della programmazione in sanità non è la prima volta che arriva in Aula e penso che sia un qualcosa, un vulnus, che questa Regione ha e che andrebbe e andrà sicuramente sanato.
Il 10 ottobre dello scorso anno, quindi parliamo di 4/5 mesi fa, il Presidente Ceriscioli ha risposto ad una mia interpellanza sul tema, e qui entra uno dei punti che ha toccato il Consigliere Fabbri, quello delle relazioni dello stato di andamento. Voglio leggere la risposta che diede all’Aula il Presidente Ceriscioli: “Inizio dalla parte finale dell’intervento della Consigliera Leonardi, il rapporto per il 2016 è in lavorazione, quindi prima della fine dell’anno dovrebbe essere pronto e presentato in modo da rispondere a questa esigenza che l’interpellanza rappresenta”.
L’anno era il 2017, siamo nel 2018, queste parole sono rimaste carta straccia, ancora più grave è il fatto che abbia ribadito che febbraio, quindi ha avuto altri due mesi per farlo, era la scadenza prevista dal piano.
Ora dalla discussione che si è fatta in Aula, anche dalle parole della maggioranza e del Presidente della Commissione sanità Volpini, perché poi anche in Commissione se ne è parlato, mi sembra di cogliere se non altro un lato positivo, diamo questa attesa speranza, perché in quella occasione, nel mese di ottobre, il Presidente Ceriscioli parlò del piano come di uno strumento e di un’impostazione vecchi, accantonati e superati dalla nuova impostazione che era quella di adeguarsi al decreto ministeriale 70, era quella di procedere attraverso delibere e determine e quindi di abdicare al ruolo essenziale per me della Regione, che è quello della programmazione in tema sanitario.
Sono passati alcuni mesi, mi auguro che questa riflessione, forse anche sulla spinta di altre componenti, non mi voglio arrogare questo merito, probabilmente sulla spinta di tante componenti anche della parte maggioritaria, abbia portato a fare una valutazione diversa da quella espressa in Aula solo pochi mesi fa, perché questo è uno strumento che, e lo stiamo vedendo dalle denunce fatte sulle carenze dei territori, sta togliendo in termini di servizi sanitari, in termini di garanzia del diritto alla salute. Questo purtroppo lo stiamo vedendo.
Mi auguro che questa nuova volontà trovi attuazione il prima possibile, mi auguro che questo piano e questa programmazione siano fatti in maniera sana e cosciente tenendo conto di tutte le differenze dei territori, anche la norma nazionale a parer mio dovrà essere rivista perché non si può fare un parametro numerico buono per tutti i territori, perché quando fai un calcolo sui posti letto in territori grandi come quelli di una metropoli allora garantisci l’accessibilità, quando applichi gli stessi parametri numerici in una Regione piccola a livello di popolazione come la nostra e con una grave difficoltà di collegamento, trovi che quella formula è assolutamente sbagliata.
Invito a sostenere la mozione, poi ci sono oggettivamente altre parti sulle quali oggi forse si è concentrato meno il dibattito in Aula che si è concentrato fondamentalmente sul piano e meno sul discorso dell’ospedale unico e degli altri punti inseriti, però credo che queste necessità di cambiamento siano urgenti per cui mi auguro realmente che l’atto sia prodotto in tempi rapidi, ma soprattutto che sia condiviso e sia fatto con dei presupposti diversi da quelli che abbiamo visto operare in questi due anni e mezzo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Questo è un aperitivo che stiamo assaggiando su un trinomio: individuazione del problema, dati di fatto e soluzione.
Non è un corso di formazione per manager, ma è la dottrina sociale della Chiesa cattolica che dice che l’informazione dovrebbe essere fatta così, è da San Tommaso che dice queste cose, dopo ci sono state tutte cose moderne, ci paghiamo pure per andare da chi ci spiega queste cose.
Per uscire dalla dimensione adolescenziale, cioè quella della individuazione del problema. Ci sono le cacche di cane per strada, è un problema grossissimo nelle nostre città, come lo risolvi il problema delle cacche di cane per strada? Con l’educazione, con i Carabinieri, mettendo i sacchetti in giro, è un problema, però non basta solo denunciarlo bisogna avere il dato di fatto, vale la pena affrontare il problema? Quanto è esteso questo problema? Quante sono queste defecazioni nei centri storici, nelle periferie o nei giardini delle città? Se sono poche nemmeno vale la pena affrontarlo, magari il costo non vale lo sforzo, se invece vale lo sforzo lo affronti e offri una soluzione.
Ho fatto questo esempio molto banale per dire che qui ci troviamo di fronte ad un problema grosso, che non è un problema, è una realtà, è la gestione di un servizio, il più importante che la Regione serve, organizza, che stiamo cercando di risolvere annunciando uno strumento vecchio come il piano socio sanitario.
Mi meraviglio che il Movimento 5 Stelle insista su questo perché voi dovreste essere la novità, io sono la novità: non voglio il piano socio sanitario perché l’ho fatto nella precedente legislatura, l’ho visto nella precedente legislatura e credo che sia una sostanziale presa in giro, e spiego. Lo farete, sarete contenti di farlo, ci perderete tre anni di tempo, arriveremo a fine legislatura che ancora dovremo chiuderlo e non sarà servito a niente. Però questo non significa che i problemi non vanno individuati, che i dati non vengano rilevati e le soluzioni non vengano offerte.
Perché dico che è sbagliato? Perché la parola programmazione presuppone qualcosa da programmare, un conto sono le scelte che vai facendo nel corso del tempo, un conto è la grande programmazione.
La stagione precedente, quella prima del 2010, ha chiuso con una necessità di programmazione o di profondo rinnovamento proprio grazie a quello che citava la Consigliera Leonardi alla fine, l’ultimo atto è stato il famoso decreto ministeriale n. 70 che a distanza di neanche un anno e mezzo ha smentito sostanzialmente quanto era stato fatto prima. E’ stato un processo che a livello nazionale ha fatto tappe così strette che ci ha preso anche lì sostanzialmente in giro perché ci siamo inventati tanti tipi di realtà: casa salute, ospedale di comunità, polo, riduzioni ed alla fine 13 ospedali nelle Marche dovevano essere chiusi perché 25/30 non li potevamo tenere ed alla fine è morta così.
Perché dico questo? Perché se uno ha presente cos’è il piano socio-sanitario con tutta la sua estensione letteraria mi puzza un po’ come le tre grandi delibere che facciamo per i fondi europei (il Fesr, l’Fse e il rurale) dove scriviamo una montagna di roba che capisce solo la lobby agricola, sociale, che per carità hanno diritto di interloquire con la Regione, ci capisce il funzionario che sta qui dentro, ma noi non ci capiamo niente e lo dico, che vada a verbale, da relatore di maggioranza della precedente legislatura dell’Fse, mi sono sforzato di capirlo, a parte il tempo, abbiamo avuto 15/20 giorni di tempo per approvarlo perché eravamo a fine legislatura, quando chi lo ha elaborato e l’ha prodotto ci ha messo mesi o anni.
A me non mi sta bene di decidere sulla sanità sulla base di quello che lobby, associazioni, enti, funzionari e sindacati decidono per noi e noi ratifichiamo cosa? E vado nello specifico perché sentendo i vostri interventi, tutti apprezzabili, c’è questa premessa generale “dobbiamo programmare”, ripeto la programmazione riguarda una cosa che comincia, non può essere una cosa su cui devi decidere per il 20, per il 15, per il 5%, perché c’è poco da programmare quando è già tutto fatto, semmai fai degli aggiustamenti e potrebbe essere anche questo, prendere il piano socio-sanitario a pezzi, esaminare alcune cose e fare gli aggiustamenti relativamente a queste.
Gli esempi che facciamo tutti, nei vostri e nei nostri interventi, si calano giustamente in condizioni molto reali, si parla di pronto soccorso, si parla di anziani, si parla di cose molto piccole, molto limitate che non hanno niente a che fare con il piano, io vi sfido a trovare nel piano socio-sanitario specifiche di quelle cose che noi registriamo essere le cose che interessano i nostri cittadini.
Il piano è un grande architrave dentro il quale ci puoi mettere di tutto e dietro parole spesso incomprensibili scrivi quello che alla fine non saprai mai se si farà.
Pongo un’altra sfida: ditemi qual è la delibera o la legge,. Soprattutto delibera di Giunta che fa esplicitamente al piano socio-sanitario, cioè che si senta vincolata dal piano socio-sanitario. Neanche una! Ormai sono 6, 7, 8 anni che esamino questo tipo di delibere in modo particolare negli ultimi tre anni e non ne vedo una, c’è un riferimento generico “visto il piano socio-sanitario”, ma ce lo scrivono sempre perché parla di tutto, ma non c’è niente, non c’è lo specifico delle cose che mi sono segnato qui.
Io dico che è una presa in giro e dico qual è l’elenco che farei io o come lo scriverei io, 20 pagine, no le 700/800, perché quando parliamo del piano socio-sanitario bisogna capire di cosa stiamo parlando. Le 20 pagine in cui fissare i principi riguarderebbero quelle cose che già il Presidente Volpini in parte ha richiamato e sono quelle attraverso le quali sono passate le scelte.
Tante delibere di Giunta, una per tutte, questo Consiglio non vede mai il bilancio! Il bilancio sanitario che è quello su cui ogni anno si fanno le scelte concrete perché si mettono 30 milioni in più per i cateteri e 10 milioni in meno per i pannolini, non lo vedi!
Allora quello è non il piano socio-sanitario! E vado avanti, l’edilizia sanitaria è passata in un rapporto fra Giunta e i cosiddetti territori, nessuno ha protestato, io si, io ho protestato a cominciare dal mio comune di Recanati, a cominciare dalla Valle del Potenza, sul fatto che questa scelta non doveva essere completamente o quasi completamente demandata ai Sindaci, che poi alla fine hanno deciso più o meno fra di loro, come se queste cose fossero loro. Contesto questo principio: non è dei Sindaci la sanità e non sono i Sindaci i titolari della sanità per il solo fatto che hanno un ospedale o una sede sanitaria nel loro territorio. Noi siamo i responsabili e dovremmo essere capaci di giudicare queste cose da Consiglieri regionali non eletti in una provincia piccola come Fermo o grande come Ancona, ma come Consiglieri regionali che rappresentano l’intera regione.
Con questo spezzo una lancia a favore di quella che non faremo mai, cioè la riforma elettorale, perché non la toccheremo, ma sono sempre più convinto che la legge elettorale dovrebbe portarci a grandi collegi se non al collegio unico regionale, risolveremmo il problema delle vongole, non avremo più i vongolari di zona, non avremo più quattro proposte, ma saremo costretti a pensare da Gabicce fino a Porto d’Ascoli.
Modalità di accreditamento, ci siamo stati dietro due anni, attraverso la modalità di accreditamento è passata la scelta strategica con chi fai la sanità nelle Marche, altro che piano socio-sanitario.
Il rapporto, anche questo già risolto, delle assunzioni, il piano delle assunzioni non sta nel piano socio-sanitario, la gestione del personale, me lo ricordava prima il Presidente Volpini, deve essere fatta, anche qui abbiamo fatto questa riforma dell’Asur, non più a livello zonale e di area, ma a livello centrale.
L’atto di fabbisogno con il quale si individua quanto, cosa e dove ti serve, l’ultima che abbiamo fatto poi, Consigliere Volpini, è quella relativa alle strutture, cioè l’elenco di tutte le strutture socio sanitarie che debbono essere messe in atto.
Amici o questo benedetto piano socio-sanitario diventa il contenitore o per lo meno la premessa rispetto a tutto questo oppure gli atti ci sono stati, le cose sono state decise, l’operatività c’è e nulla potrà cambiare rispetto a quello che è.
Sarei, e ce l’ho questa intelligenza nel senso di voler capire, senza alcun pregiudizio di maggioranza o di minoranza, pronto a dire: benissimo vogliamo appropriarci di questo ruolo in pieno, vogliamo essere nelle condizioni di scegliere? Io non credo che la Giunta abbia difficoltà a questo riguardo a cominciare dal Presidente Ceriscioli, per il quale respingo tutte le accuse che gli sono state mosse anche sul piano personale, e quando ha assunto questa responsabilità io avevo detto in premessa in maggioranza, anzi durante la campagna elettorale, che secondo me dei 6 Assessori 3 dovevano essere dedicati al socio sanitario, gli altri 3 si dovevano occuparsi di tutto il resto.
3 Assessori per il socio sanitario perché ho ragionato, caro Assessore Cesetti, in termini di bilancio, se il bilancio non sanitario è di 400 milioni, noi abbiamo 6 Assessori che si occupano di tutto quello che non è sanitario ed 1 Assessore, il Presidente, che si occupa interamente del sanitario.
Ho fatto questa proposta come forza politica al Presidente prima delle elezioni dicendo che in base all’esperienza che ho maturato, farei un Assessore che si occupi esclusivamente della rete ospedaliera che c’è da riorganizzare, che è una cosa tutta a se, un Assessore che si occupi di tutta la sanità prevalentemente Asur e uno che si occupi del socio-sanitario perché il socio-sanitario spende meno, ma è vastissimo come attività di servizi ed ha la necessità di contatti quotidiani con i Comuni perché è con i Comuni che si fa, sennò l’integrazione non parte mai.
La risposta che io accolsi come positiva era: siamo nella fase in cui dobbiamo andare a concludere il decreto ministeriale 70, frazionare la responsabilità politica, esecutiva in capo a 3 persone può essere un problema - ed è vero, avere questa responsabilità divisa in 3 è molto difficile anche sul piano del coordinamento - preferisco come Presidente assumermi direttamente la responsabilità perché se l’operazione non va bene la stessa Regione ne verrebbe toccata con il Commissariamento.
E’ un ragionamento serio perché penso anche con quanta dovizia l’ex Presidente Spacca seguiva la sanità in quanto si rendeva perfettamente conto che puoi fare tutti gli scivoloni che vuoi sugli altri settori, ma su questo non è consentito. Quindi chiunque avrà questa responsabilità oggi o domani saprà da Presidente che questo è il primo argomento di cui si dovrà occupare, purtroppo con il terremoto non abbiamo avuto la possibilità di avere un Presidente completamente a nostra disposizione su questa materia, neanche la possibilità di una deroga, che so è stata chiesta, per avere un Assessore in più.
Anche questa se non sbaglio è una proposta che avevo fatto, quindi ritengo che questo dibattito ha un senso se cominciamo a demitizzare cose che servono e cose che non servono, le cose che non servono togliamole di torno, andiamo alla sostanza del problema, andiamo a vedere cose che effettivamente possono servire sennò, cari Consiglieri di minoranza, saremo ben lieti di affrontare e di aprire in Commissione sanità una discussione che durerà almeno un anno e mezzo, perché quella montagna di carta per essere approvata necessiterà di un anno e mezzo ed alla fine consegneremo un piano che non so se qualcuno nella futura legislatura guarderà per niente, perché nel momento in cui andranno a realizzare gli atti in attuazione di disposizioni nazionali quello devi fare, non le favole o le belle intenzioni che sono scritte nel piano socio-sanitario, perché il piano socio-sanitario è letteratura in moltissime sue parti, la parte di sostanza è l’elenco delle cose che ho detto prima.

PRESIDENTE. Ho concluso l’elenco degli interventi.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Per dichiarazione di voto. Il dibattito che si è sviluppato in seguito alla presentazione di questa mozione mi lascia sorpreso perché noi stiamo parlando dell’85% del bilancio regionale che è investito in sanità, stiamo parlando del piano socio-sanitario, di uno strumento che deve dare la linea chiara, politica, sul quale poi la Giunta si muove con le sue delibere.
Riprendo in parte il discorso che ha fatto il Consigliere Marconi per arrivare alla conclusione esattamente opposta, senza piano sanitario non è possibile emanare delle delibere di Giunta regionale perché non si sa in che direzione si sta andando, invece la politica di questi anni sta emanando una serie di delibere pesantissime che stravolgono il sistema in assenza del cappello del piano sanitario.
Chiedo di verificare se con il nuovo regolamento è possibile procedere alla votazione per punti del dispositivo della mozione, di scorporare in cinque votazioni il dispositivo, dato che sul primo si è registrata un’apertura interessante.
Il primo punto è quello del piano socio-sanitario che deve essere fatto sulla base di dati certi, di analisi approfondite, con una rete ospedaliera integrata con l’assistenza distrettuale diffusa sul territorio, che è molto lacunosa.
Ora il discorso di aggiungere gli altri punti …, il primo andava bene gli altri non andavano bene, ma il Consiglio deve dare un’indicazione politica su dove mirare.
A nostro avviso politicamente il contenitore del piano socio-sanitario deve avere una limitazione al privato, un potenziamento del pubblico, non deve sprecare i soldi nell’ospedale unico, non è un dettaglio, l’ospedale unico di Marche nord costa tra i 150 e i 200 milioni, non costa 50/70 milioni, come gli altri ospedali nelle altre regioni che riscontro.
Sono tendenzialmente contrario a questa impostazione di rete ospedaliera, però non ho visto un sollevamento popolare, come è avvenuto nella provincia di Pesaro-Urbino, qui parliamo di un ospedale che costa tre volte tanto gli altri, quindi non è una bazzecola. E’ un indirizzo politico farlo o non farlo perché ci mettiamo i soldi nostri, compresa la definizione o meno dello strumento finanziario più o meno spinto per realizzare questo ospedale.
La ristrutturazione e l’adeguamento delle strutture esistenti è un indirizzo politico perché prevede una idea di sanità diffusa più o meno sul territorio, noi chiediamo che le strutture sanitarie dell’entroterra abbiano la dotazione minima necessaria per la cura standard del cittadino, noi chiediamo il punto di primo intervento, gli ambulatori, la diagnostica, la lungodegenza, la day surgery, le cure intermedie vanno da sè perché sono molto più facili di tutto il resto, ma voi ci volete dare solo quelle, la riabilitazione, anche la medicina di base, i tecnici dicono che questo pacchetto minimo nelle strutture dell’entroterra, che voi avete chiuso, è possibile averlo.
Noi spendiamo 1.700/1.800 euro a cranio all’anno per la sanità, voglio sapere con i dati che non ci fornite annualmente se un bacino di utenza di 20/30/40 mila abitanti riesce a sostenere economicamente il costo della propria struttura, ma se voi non ci date i dati noi questa cosa qua non la possiamo confutare. E allora?
L’applicazione del decreto ministeriale 70 è la solita favola, andiamo in Umbria e vediamo che è applicato in maniera completamente differente da quello che voi ci volete imporre, solo numericamente, sulle Marche. Ho una struttura che si irradia anche sulla periferia, il nome è sempre unico, il primario è sempre unico, il segretario è sempre unico, però ho delle strutture che sono articolate sul territorio, quindi l’applicazione del decreto ministeriale 70 che proponete voi è unilaterale, ci sono delle alternative provate, discutiamone. Ne stiamo discutendo, però con il discorso, a cui vuole portare il Consigliere Marconi, dei numeri da una parte e il piano sanitario inutile dall’altra, mano libera alla Giunta con le delibere per fare ciò che vuole senza controllo. Noi appena insediati abbiamo proposto un referendum, e i Sindaci purtroppo non ci sono venuti dietro in maniera sufficiente, per limitare i poteri della Giunta in campo sanitario, perché ha libertà assoluta.
Detto questo, è chiara l’impostazione, la richiesta del dispositivo, ci sono delle linee guida che sono politiche, non sono fuori luogo - se possibile richiedo la votazione per punti - sono cose emerse dal dibattito di questi due anni e mezzo dai territori, soprattutto nell’Area Vasta 1. Quindi è su questo che gli amici Consiglieri si devono esprimere nell’approvare o nel bocciare questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Il Consigliere Marconi ha il merito di stimolare la discussione.
Voglio aggiungere e dare una interpretazione diversa al commento del Consigliere Fabbri sull’intervento del Consigliere Marconi perché io l’interpreto in maniera differente. Il Consigliere Marconi essendo un politico di lungo corso dice bianco per dire nero e dice nero per dire bianco, molto finemente. Lui ha fatto un discorso nel quale ha detto che ci sono cose più importanti di questo. Il realtà, probabilmente a seguito degli ultimi risultati nazionali il partito si sta spostando verso l’opposizione, ha fatto una critica pesantissima alla gestione della sanità perché ha sottolineato il fatto che non vediamo il bilancio sanitario, ha sottolineato il fatto che le infrastrutture sanitarie andrebbero riorganizzate, ha sottolineato tanti aspetti critici che però si aggiungono solo a questo ulteriore problema, non è che essendoci una serie di carenze questa non è una carenza, sono carenze che si aggiungono, ma lui furbamente ha voluto dare questo aspetto, mentre in realtà ha fatto una profonda critica, credo.
Dopo siamo d’accordo sul fatto, Consigliere Marconi, che il documento può essere più sintetico, può essere più semplice, invece di un volume di 8.000 pagine può essere fatto in 100 pagine, così abbiamo il tempo di studiarlo bene, si può fare una sintesi, però che manchi è gravissimo.
Faccio un parallelo, è come se sul tema dei rifiuti mancasse il piano generale dei rifiuti della regione Marche, o sul tema delle acque mancasse il piano di tutela delle acque.
Quindi il fatto che in sanità, che è un settore fondamentale, il principale settore di interesse anche economico, manchi un piano che dia gli indirizzi politici e serva anche per la trasparenza, per dare un riscontro ai cittadini, ai Consiglieri a chiunque voglia andarci a ficcare il naso, è gravissimo!
Ripeto, a mio avviso va fatto al più presto e concludo che quello che ha detto lei, cioè quella serie di problematiche, di cui ha fatto l’elenco, non escludono questa mancanza.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Per fatto personale perché sono stato largamente interpretato. Me ne compiaccio, ma in realtà non ho voluto essere compiacente nei confronti della Giunta né criticarla, semplicemente quello che ho detto e la mia parola non può essere interpretata. Non sto facendo un ragionamento in base al quale la Giunta continua a fare quello che gli pare, perché ho elencato puntualmente gli atti attraverso i quali in questi due anni e mezzo la politica sanitaria è stata condotta da questa Giunta, atti che io ho visto e ho votato in Commissione e in Consiglio quando ci sono venuti, oppure ho espresso pareri, quindi non sono stato assente rispetto a questo, ho detto le mie cose, anche condividendole, anche modificandole, come è successo ad esempio recentemente proprio sull’atto che riguardava l’elenco delle strutture dove ho fatto una piccola osservazione che era sfuggita, in quell’atto per dirvi le piccole cose che succedono, era scritto che gli ospedali di comunità, i nostri 13, non avevano più di 20 posti letto e siccome io ho una delibera in cui c’è scritto che l’ospedale di comunità di Recanati ne ha 30, mi sono chiesto come mai? Fatta l’osservazione sul momento, la Commissione ha fatto un emendamento condiviso da tutti e l’abbiamo modificata. Voglio dire attenzione a questo rispetto ad altro, chiaramente non è un’intenzione politica, sarà stato buttato lì come indicazione di massima, ma se quello passava il giorno dopo potevano partire modifiche in quel senso.
Consigliere Bisonni, io non ho detto neanche che l’atto di programmazione non ha un suo significato, può avercelo, però ripeto bisogna vedere su che cosa questo atto di programmazione si concentra.
Ho chiesto, penso di essere stato l’unico, non so se qualcuno di voi l’ha fatto, il bilancio della sanità della Regione un anno fa, ci ho messo un po’ ad averlo, ma ce l’ho.
Non ho scoperto cose grandiose, ma almeno ho un’idea abbastanza puntuale di quello che spendiamo, ad esempio di quanto costano le aziende. Si conferma che tutte e due costano 360 milioni e dico anche che nell’atto di programmazione, che non è scritto da nessuna parte, ma di fatto si è sviluppato, dal 2010 noi avevamo immaginato 5 ospedali di area vasta, di fatto non 5 Torrette, ma in una assemblea Cisl sono riusciti a dire anche “tipo 5 Torrette” che stiamo arrivando a questi 5 e se non ci stiamo arrivando è perché noi per primi sarà stiamo facendo qualche resistenza, siamo noi che magari nei territori pompiamo quello o quell’altro, perché Ascoli o San Benedetto, Macerata o Civitanova (li si è risolta) o Fano (lì si è risolta) e non si trova una soluzione. Ancona ce da trovarla su tutto il fronte.
Io non ho difficoltà a parlare pubblicamente di questo e del fatto che in provincia di Ancona ci sia una concentrazione di strutture sanitarie eccessiva rispetto al resto della regione, è ora di cominciare a dirlo, io lo dico però ditelo pure voi che siete anconetani, perché sono troppi, perché alla fine la provincia di macerata rimarrà con un ospedale e qualche cosetta in montagna e la stessa cosa succederà a Pesaro, ad Ascoli e Fermo. Addirittura Fermo ne ha solo uno ed è l’unico rispetto al decreto ministeriale 70 in regola, perché ha un ospedale sopra i 150.000 abitanti. In provincia di Ancona oggettivamente abbiamo anche Fabriano dove quello che dice lei, l’eccezione, è già stata realizzata perché a Fabriano c’è un servizio ostetricia che lavora con Torrette Ancona, quindi già una deroga c’è stata perché se stavamo ai parametri Fabriano doveva essere già chiuso, quindi in qualche parte si comincia ed io credo ragionevolmente che il Presidente abbia operato bene perché ha tenuto botta nei primi due anni ad una applicazione se volete anche troppo rigida e puntuale, ma poi qualcosa si è cominciata ad allentare, quando la pecunia c’è stata e quando qualche regola ha consentito di farlo per cui qualche Ppi ancora aperto, e avanti di questo passo.
Si può iniziare una riflessione seria su questo, vedere quali sono i margini che ci consentono di operare ancora qualche deroga per riportare, e questo è l’obiettivo grosso, almeno 100 milioni nei prossimi 5 anni sulla sanità di territorio, però su questo dobbiamo essere chiari perché questi 100 milioni dovranno venire fuori dagli ospedali.
Non possiamo fare la difesa di tutto, difendiamo tutti i reparti ospedalieri e poi vogliamo anche il territorio, dovremmo dirlo per cui a me questa discussione Consigliere Fabbri piace tantissimo e vorrei che alla fine tutti responsabilmente, sia la maggioranza attuale sia chi ci vorrà diventare in futuro, visto che già ci sono richieste di mozioni di sfiducia, siano in condizione di dire io leverò 5/10 milioni a Torrette perché voglio che Chiaravalle, Recanati e Cingoli abbiano un certo tipo di servizio.

PRESIDENTE. Rispetto alla richiesta di votare per parti separate la mozione rispondo che non è possibile, è possibile solamente per le leggi.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire, ma dalle parole del Consigliere Marconi mi è sembrato di capire che per lui il piano socio-sanitario sia una cosa poco importante, io invece credo esattamente il contrario perché poi attraverso la realizzazione di questo documento si definiscono gli strumenti importantissimi necessari ad affrontare le trasformazioni della società. Ecco perché viene fatto ogni tre anni, perché la società cambia e il piano socio-sanitario deve valutare quali sono questi cambiamenti per poterli affrontare.
Se non c’è un piano socio-sanitario non si possono nemmeno affrontare le nuove trasformazioni, le integrazioni, la sanità, il welfare. E’ importantissimo anche perché questo piano socio-sanitario non viene fatto dalla Regione Marche e da qualche dirigente, qui sono coinvolti tutti gli enti locali, le associazioni, il terzo settore, le organizzazioni sindacali, è un piano completo che dà una fotografia importante di quello che è il problema socio sanitario della regione Marche. Ecco perché è importante che sia realizzato in tempi congrui perché se viene fatto in momenti sbagliati magari non serve a niente, ma è molto importante che venga fatto nei tempi giusti, quindi ogni tre anni, per avere una fotografia di quella che è la regione Marche. Se non abbiamo una fotografia come facciamo a prendere provvedimenti? Non è possibile farlo, per cui credo, e chiudo, che sia importante farlo nei tempi giusti, cioè ogni tre anni. Penso che quasi tutte le Regioni italiane ce l’hanno aggiornato ed è gravissimo che la Regione Marche non ce l’abbia sia per gli effetti sociali che per gli effetti politici. Secondo me è un errore gravissimo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Ritengo che il tema sia fondamentale, l’hanno ricordato un po’ tutti, ma in particolar modo il Consigliere Volpini.
Noi come gruppo Uniti per le Marche riteniamo che questo piano sanitario …, oltretutto lo stesso Presidente sta predisponendo una serie di passaggi che porteranno ad una discussione ampia perché un piano sanitario deve vedere l’attenzione di tutto il sistema sociale e sanitario della regione Marche, quindi le associazioni di categoria, gli enti locali e altro.
Siamo in una fase importante, siamo nella fase di partenza di questo piano sanitario, è il piano che dovrà essere la guida sanitaria almeno dei prossimi 4/5 anni, quindi va approfondito.
E’ un piano sanitario su cui tutti dobbiamo dare un contributo e sono certo che in questa legislatura - mancano due anni e mezzo, ed un piano sanitario di questa portata ha bisogno di almeno un anno, un anno e mezzo per essere elaborato - la Giunta ed il Consiglio riusciranno a dare una risposta importante ai nostri concittadini sulla sanità.
Questa Assemblea e questa Giunta lasceranno un messaggio forte ed importante per un indirizzo chiaro.
Credo che sia importante al di là della semplice mozione e mi trovo in difficoltà perché ho visto che non c’è soltanto la richiesta di un piano sanitario, ma c’è una serie di altre richieste che vanno oltre la semplice mozione dedicata al piano sanitario ed è per questo che voterò contro questa mozione pur ritenendo che sul piano sanitario ci siano le giuste attenzioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 295. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Presidente, chiedo 10 minuti di sospensione perché noi abbiamo necessità di fare una Giunta urgente, non ci mettiamo più di 10 minuti.

PRESIDENTE. Sospendiamo per 5 minuti, rimanete tutti in Aula perché poi facciamo l’ultima mozione e finiamo.

La seduta è sospesa alle ore 13,40

La seduta riprende alle ore 13,45

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Mozione n. 297
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Standard assistenziale e tariffe per le strutture semiresidenziali nel settore disabili, revisione della delibera di Giunta regionale 1331/2014”

Interrogazione n. 503
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Delibera di Giunta regionale 1331/2014 – Accordo tariffe assistenza residenziale e semiresidenziale tra Regione Marche ed enti gestori – modifica della delibera di Giunta regionale 1011/2013”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 297 del Consigliere Talè e l’interrogazione n. 503 del Consigliere Biancani.
Il Consigliere Talè rinuncia all’illustrazione. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Telegraficamente per evidenziare al Consigliere Talè che le premesse della mozione sono indubbiamente condivisibili perché contengono dei rilievi che possono e debbono essere accolti dall’esecutivo
Chiederei soltanto di prendere in considerazione la possibilità, essendo la mozione l’atto politico per eccellenza, nella parte dispositiva anziché richiamare tecnicamente e specificatamente i punti di risoluzione si richiami l’opportunità di adottare provvedimenti che diano semplicemente seguito alle premesse evidenziate dal Consigliere nella mozione.
Credo che sia più conforme ad un atto politico qual è la mozione che la Giunta è disponibile ad accogliere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Sono d’accordo, quindi predisponiamo la proposta di risoluzione.

PRESIDENTE. Sembra che sia stata già predisposta e distribuita.
Ha la parola, per l’illustrazione della proposta di risoluzione, il Consigliere Talè.

Federico TALE’. A questo punto se volete la illustro. Due minuti soltanto per dire che questa è una delibera di Giunta regionale fra l’altro del 2014 resa esecutiva nel 2015, quindi da questa maggioranza, e con la mozione cerco in qualche modo di spingere la Giunta, e ringrazio l’Assessore Cesetti che ha detto che accoglie in pieno quanto detto nel dispositivo, a cambiarla in alcuni punti.
I punti fondamentali in cui ci sono più criticità, soprattutto da parte dei gestori dei centri diurni per disabili, quindi dei famosi Cser (Centro socio educativo riabilitativo), sono quelli della capienza. E’ prevista una capienza su due livelli, disabili gravi e disabili meno gravi, ma i disabili gravi non possono essere più di 10 secondo la delibera n. 1331, purtroppo ci sono alcuni Cser che hanno un numero di disabili nettamente superiore, conosco Cser che hanno 18 disabili gravi, ed a quel punto la convenzione con la Regione prevede il rimborso soltanto per 10.
Gli Cser, i gestori degli Cser, sono alle corde per questo, i conti non tornano, ma non possono assolutamente adeguare le tariffe ai genitori dei ragazzi per coprire tutto il costo, quindi quello che si chiede è di togliere questo numero 10 per ogni Cser. Poi sempre la delibera prevede 15 meno gravi, per un totale di 25 disabili.
Un’altra cosa da cambiare sono gli standard assistenziali, attualmente lo standard assistenziale prevede per quanto riguarda gli operatori socio sanitari 5 minuti per ogni ragazzo presente all’interno dello Cser, 5 minuti sono pochissimi se pensiamo che per cambiare un disabile con la carrozzina e l’elevatore ci può volere anche mezz’ora, la delibera prevede solo 5 minuti, quindi sicuramente va modificato questo parametro.
La delibera per quanto riguarda gli educatori stabilisce per il disabile un’ora e quarantacinque minuti al giorno, per il disabile meno grave circa un’ora, anche qui sicuramente è da rivedere; la delibera stabilisce anche le quote.
Anche le quote sono da rivedere perché la quota di 62 euro complessivi è molto bassa rispetto alle regioni a noi vicine, ad esempio l’Emilia-Romagna ha un’altra tariffa, ha tariffe totalmente diverse, sono tariffe che partono dai 66,70 euro per un livello moderato (loro hanno altri parametri, non parlano di gravi e meno gravi, ma parlano di livello moderato, livello severo e livello completo), 88 euro per un livello severo, 115 euro per un livello completo.
Noi abbiamo 60 euro per un disabile grave, quindi ce l’abbiamo molto basso, poi di questi 60 euro 43 li dà il servizio sanitario regionale e la restante parte è in capo alla famiglia o al Comune.
Questa è la richiesta che si fa con questa mozione ed è quello che andiamo ad approvare con la risoluzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire seppur condivisibile la mozione del Consigliere Talè.
Noto che vengono continuamente ribaltati i ruoli e le competenze di quello che dovrebbe fare una Assemblea legislativa ed i Consiglieri di maggioranza spesso e volentieri si lasciano condizionare dalla Giunta che dovrebbe fare quello che il Consiglio sovrano decide.
Vorrei capire esattamente cosa andiamo a votare oggi perché la risoluzione ad una mozione non credo che si possa fare, poi la dott.ssa Zampa mi correggerà, doveva essere presentata eventualmente una mozione 24 ore prima che modificava la prima.
Quindi vorrei capire se la correttezza di questo iter rispetta quanto previsto dal regolamento. Spesso e volentieri abbiamo visto che questo nuovo regolamento, come abbiamo visto, specialmente negli ultimi mesi, ha delle pecche enormi che dovrebbero essere risolte.
Vorrei capire se effettivamente stiamo rispettando il regolamento, altrimenti vengono ribaltati i ruoli, vengono ribaltate le conseguenze, il regolamento c’è o non c’è, è uguale, quindi mi domando cosa stiamo a fare qui? Stiamo prendendo in giro i cittadini! Un minimo di correttezza e di responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Per quanto riguarda il regolamento lei ha fatto una domanda specifica: se il regolamento prevede la risoluzione, io non so rispondere bisogna che risponda la dott.ssa Zampa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Voglio intervenire su questa mozione che riguarda la delibera 1331, che toglie la possibilità dei contributi alle famiglie in un settore delicato, e che interviene sulle strutture convenzionate.
Proprio in questi giorni ho un caso di un mio carissimo amico che si trova in queste condizioni, non può andare in una struttura non convenzionata, in base alla 1331, perché la lobby delle cooperative sta chiedendo i soldi per assistere queste persone, ed infatti i conti portano. Ho calcolato che servono 4.500 euro al mese da dare ad una cooperativa per assistere un malato, un disgraziato meno fortunato di me, e se vuole andare in una struttura non convenzionata la famiglia deve pagare 900 euro. Questo è il problema della delibera 1331, cari colleghi Consiglieri, questo sta accadendo.
Questa mozione dà ulteriori finanziamenti alle società convenzionate e non affronta il problema della 1331 che noi abbiamo sollevato 10 volte dentro quest’Aula e fuori. La delibera 1331 è una cosa vergognosa perché non interviene sul problema della sanità, sui problemi delle persone meno fortunate, si danno ancora soldi giustamente, ma non si affronta il problema della 1331. E’ una vergogna!
Lo sapete, sono state ascoltate tutte le associazioni di questo settore, ma sulla delibera 1331 non è stato fatto niente e si va ad elargire i soldi a chi è convenzionato? Presidente Volpini dica se questa cosa che sta sostenendo il Consigliere Zaffiri è fantascienza oppure sta accadendo veramente.
La famiglia del mio amico di Stazione d’Osimo per ricoverarlo in una struttura deve pagare 900 euro, è una vergogna questa cosa!
Non c’è dignità con la delibera 1331 che nasce dopo la legge Basaglia, in questa Regione Marche è stata annullata la 1331 e non si interviene, lo dica l’Assessore, è una vergogna che non si intervenga sulla 1331.
Questo è il problema, non la mozione! La mozione è chiaro che fa parte di un sistema nel quale si pagano le società convenzionate per fare questo tipo di assistenza. E' una situazione drammatica, la 1331 si affronta sempre a spezzoni perché c’è la pressione delle cooperative, ma la pressione delle famiglie che devono gestire queste persone meno fortunate non c’è? E’ una vergogna questa cosa che sta accadendo!
Ditelo all’Assessore che oggi non c’è. Perché non si interviene sulla 1331? Sono state fatte molte interrogazioni e mozioni, in IV Commissione sono state ascoltate non so quante associazioni di questo settore ed anch’io ho partecipato a diverse audizioni.
Questa è una situazione drammatica, dov’è l’Assessore? Ditelo all’Assessore! Per favore fate i seri sulla sanità finché governate questa regione! Quando vi dico che state andando contro un muro, andate contro un muro! Queste sono le cose che danno fastidio al popolo!
Adesso al mio amico cosa dico? Gli dico che danno i soldi alle società ed io che dentro la famiglia ho una persona in difficoltà non posso andare dove voglio perché devo pagare 900 euro, che è il 30% di 4.500 al mese. Questo è il problema, questo ha determinato la 1331 nella regione Marche, però l’Assessore è sordo!
So che lei ha presentato un’altra cosa, non sono tonto, non si preoccupi, è sempre la 1331 quella su cui lei interviene, ha capito? Chi è il tonto qui dentro? Lei è intervenuto sulla 1331! Ma ci prendiamo in giro? La maggioranza è intervenuta sulla 1331 per dare la rivalutazione dei compensi alle strutture convenzionate, però non si è accorta che ci sono le famiglie che pagano il 30% per la 1331. Questo dà fastidio!
Paghi il 30% se non vai in una casa convenzionata, le case convenzionate non tutte vanno bene, ci sono quelle in aperta campagna, portiamo uno in difficoltà in mezzo alla campagna? Quello peggiora! Questa è la situazione!
Chi deve modificare la delibera 1331 abbia il coraggio di farlo. Questo lo chiedo a lei Presidente con tutto il cuore e le comunico che presenterò questo problema sulla 1331, lo dico qui pubblicamente, per un intervento affinché le famiglie in base al reddito, naturalmente, non debbano più intervenire con il 30%. Questa sarebbe la cosa seria da fare per completare la 1331.
E’ chiaro che questa ultima parte del mio ragionamento la rivolgo formalmente alla maggioranza perché noi non abbiamo i numeri per intervenire, vi chiedo politicamente di intervenire sulla 1331 e con l’occasione della mozione del Consigliere Talè – perché io sono sempre per costruire cose positive – si intervenga sulla delibera 1331 per cercare di limitare la spesa delle famiglie. Se hanno disponibilità, ben volentieri, ma ci sono figli di persone che percepiscono 800 euro al mese, non hanno reddito, non hanno niente e in più devono pagare 900 euro, credo che sia un aspetto disastroso della delibera n. 1331, di come è stata scritta e di come si cerca di applicarla. Penso che modificare la 1331 dimostri una sensibilità, occorre intervenire per sistemare questo scempio che è stato costruito con la 1331. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Intervengo per fare una richiesta sull’applicazione del regolamento, vorrei capire, visto che la risoluzione è stata consegnata prima della discussione. Di solito una risoluzione dovrebbe conciliare posizioni differenti che vengono fuori da una discussione o da mozioni contrapposte, qui è stata consegnata la risoluzione prima che fosse avvenuta la discussione. Chiedo conferma di questo, premesso che condivido la mozione e quindi la voterò, però mi sembra che il passaggio che è stato fatto non sia corretto, mi sembra un escamotage per modificare una mozione quando sappiamo che il regolamento attuale, che verrà modificato, non permette modifiche alle mozioni. Chiedo quindi alla dott.ssa Zampa conforto sulla correttezza dell’applicazione del regolamento perché mi sembra che la procedura non sia stata rispettata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Tanto per dire che condivido l’accaloramento del Consigliere Zaffiri per l’amico a cui è capitata questa cosa, però ha fatto un po’ di confusione, Consigliere, e le dico il motivo, la mozione, se lei la legge bene, va proprio in quella direzione, nella direzione che diceva lei. Perché non prendono il suo amico? Non lo prendono perché sono posti a numero chiuso, 25 di cui 10 gravi e 15 meno gravi, di conseguenza sono pieni e il suo amico non riesce ad entrare nello Cser.
Se approviamo questa risoluzione e spingiamo la Giunta, visto e considerato che più volte la cosa è venuta in Commissione ed il servizio ha promesso di cambiarla e modificarla, a modificare i tre punti che ho illustrato prima, a quel punto il suo amico potrà entrare anche …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Federico TALE'. Quelle non convenzionate sono private, sono accreditate, non sono accreditate, non è che possiamo fare di tutta l’erba un fascio, se sono accreditate e sono convenzionate è giusto che abbiano quello che devono avere.
Il problema è un altro, il problema è che le cooperative che gestiscono i Centri sono in difficoltà perché spendono di più rispetto a quello che il Servizio sanitario regionale ha previsto.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi? Relativamente alla questione che ha posto il Consigliere Bisonni, la risoluzione è sempre possibile presentarla ed è stata presentata alla luce di quella che è stata la dichiarazione che ha fatto l’Assessore Cesetti, per cui la risoluzione è stata considerata ammissibile.
Se non ci sono altri interventi direi di procedere alla votazione.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Torno a ribadire …

PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazione di voto.

Romina PERGOLESI. Prima ho fatto una richiesta di chiarimenti, questo è un intervento in merito alla mozione, se posso.

PRESIDENTE. No, gli interventi sono finiti, il dibattito è concluso, c’è la dichiarazione di voto.

Romina PERGOLESI. Lei ha concluso il dibattito, ha chiesto se c'erano altri interventi ed io ho alzato la mano. Continuo a vedere che da parte dei Presidenti della maggioranza …

PRESIDENTE. Consigliera Pergolesi, ci sono le dichiarazioni di voto! Ho chiesto per tre volte se c'erano altri interventi, nessuno ha alzato la mano, ho dato i chiarimenti al Consigliere Bisonni relativamente alla ammissibilità della risoluzione, adesso si fanno le dichiarazioni di voto o si va al voto.

Romina PERGOLESI. Presidente mi scusi, torno a ribadire che qui bisogna rispettare ruoli e competenze, il Presidente …

PRESIDENTE. Certo, bisogna rispettare i ruoli e le competenze e bisogna anche rispettare chi ha chiesto per tre volte se c’erano altri interventi e la sua manina non l’ho vista alzata perché ho fatto una carrellata dell’Aula per tre volte.

Romina PERGOLESI. Mi spiace che l’ufficio che dovrebbe supportarla nel vedere se ci sono le manine alzate non si sia accoro, però questa cosa avviene ripetutamente non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di altri Consiglieri di minoranza.
Ribadisco che gradirei che il Presidente del Consiglio facesse rispettare e portasse avanti correttamente i lavori dell’Aula. Questo perché un Consigliere di minoranza ha il diritto di essere rappresentato e di poter fare il proprio lavoro all’interno dei quelli che sono i lavori del Consiglio.
Giustamente qualcun altro, non solo io, ha evidenziato che l’iter di questa procedura non sia stato proprio corretto, né nei tempi né per quello che ho chiesto io, cioè vorrei capire qual è il passaggio che ritiene ammissibile quest’atto che voi ci portate in Aula.
Ribadisco che nel merito la proposta del Consigliere Talè, visto che è una proposta vecchia perché se non sbaglio è la seconda o la terza volta che viene iscritta all’ordine del giorno dell’Aula, se doveva essere modificata poteva essere modificata nei tempi corretti.
Noi l’approveremo perché la condividiamo, però nel metodo e nella procedura siamo stanchi di vedere che a seconda delle occasioni si rispetta o meno il regolamento ed io mi auguro che vengano presi provvedimenti nei confronti di chi dovrebbe aiutarla a far rispettare il regolamento. Grazie.

PRESIDENTE. Per chiarezza, prendiamo atto della sua dichiarazione, però anche a seguito di un confronto con il segretario d’Aula il regolamento è stato rispettato per cui non ho altro da dover aggiungere. Non ci sono altri interventi, non vedo richieste per dichiarazioni di voto per cui apriamo la votazione della proposta di risoluzione sulla mozione n. 297.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Vorrei capire, Presidente, se da oggi in poi possiamo presentare la mozione e la risoluzione. Presidente le chiedo se da oggi in poi i Consiglieri di questa Aula possono presentare la mozione e la risoluzione. La risposta è si o no?
Non mi dite che è una cosa diversa, dott.ssa Zampa per favore, le pongo la domanda: se per ogni mozione può esserci una risoluzione dello stesso firmatario e se può essere presentata prima della discussione.

PRESIDENTE. Come ho già chiarito prima la risoluzione è stata depositata sulla base di una indicazione pervenuta in base alle dichiarazioni, che sono a verbale, dell’Assessore Cesetti. L’Assessore Cesetti è intervenuto e la risoluzione porta, come sintesi, quella che è la volontà …,

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Evidentemente c’era stato un pour parler tra l’Assessore e il Consigliere.
Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Soltanto per chiarezza e per essere precisi, francamente cavillare sul regolamento lo ritengo …

PRESIDENTE. Lasciate parlare l'Assessore Cesetti che non ha interrotto gli altri.

Fabrizio CESETTI. Cosa è successo? Ho chiesto al Consigliere Talè la risoluzione ed ho spiegato le motivazioni, siccome le avevo già anticipate, la risoluzione è stata predisposta per l’evidente ragione di accelerare i lavori. E' tutto qui! Non credo che sia qualcosa di scandaloso perché già lo avevamo concordato all’inizio di seduta quando ho detto che la mozione era accoglibile, purché, anche per le considerazioni che ha fatto il Consigliere Talè in parte anche per quelle del Consigliere Zaffiri, fosse più generica, che quindi come atto politico impegni la Giunta ma non la vincoli a delle questioni specifiche e dettagliate.
Questo ho detto prima ed il Consigliere l’ha predisposta, la brutta copia è di suo pugno e mio, e poi è stata consegnata per accelerare i lavori, altrimenti avremmo dovuto, all’esito del mio intervento sospendere i lavori, scrivere la risoluzione e votarla. E' stato fatto solo per avvantaggiare i lavori e guadagnare tempo, tutto qua, quindi mi pare che non ci sia nulla di drammatico, anzi è una opportunità in più che è stata concessa dal Consigliere Talè.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Federico TALE'. PRESIDENTE. L’Assessore ha spiegato che aveva avuto un'interlocutoria con il Consigliere Talè sul merito.
Mi sono confrontato anche con il segretario d’Aula e la procedura è rispettata.
A questo punto non essendoci altri interventi per dichiarazione di voto, passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma del Consigliere Talè. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,20.
 

 
 
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